“Qui rido io” di Mario Martone con Toni Servillo

Per chi giovedì 11 non seguirà i fuochi di San Martino a Predazzo, o che alle 21 avesse già visto tutto, la rassegna “Il piacere del cinema” offre al comunale di Tesero alle 21.15 una pellicola da non perdere.

Si tratta di “Qui rido io” di Mario Martone, presentato alla Mostra del cinema di Venezia, con il bravissimo Toni Servillo nella parte di Eduardo Scarpetta, definito da molti il più grande commediografo e attore napoletano, padre di Titina, Eduardo e Peppino De Filippo.

Eduardo Scarpetta ha sbancato i botteghini all’inizio del ’90 con la sua maschera di Felice Sciosciammocca. Una vita per il teatr, peraltro piuttosto complicata fra mogli e amanti, figli legittimi e illegittimi, che lo vedrà anche protagonista del primo processo sul diritto d’autore in Italia contro Gabriele D’Annunzio.

Mario Martone, regista cinematografico e teatrale, a Venezia ha vinto un Leone d’argento nel 1992 e 4 David di Donatello, lo stesso numero di Toni Servillo, che ha vinto numerosi altri premi e che interpreta meravigliosamente Scarpetta.

Tra gli altri attori Paolo Pierobon nei panni di D’Annunzio, Lino Musella in quelli di Benedetto Croce, Eduardo Scarpetta, discendente del celebre commediografo, interpreta Vincenzo Scarpetta mentre Adelina De Renzis fa la parte di Antonia Truppo e Luisa De Filippo quella di Cristiana Dell’Anna. Maria Nazionale è Rosa De Filippo.

La trama

Agli inizi del Novecento, nella Napoli della Belle Époque, splendono i teatri e il cinematografo. Il grande attore comico Eduardo Scarpetta nel 1904, al culmine del successo, si concede un pericoloso azzardo: realizza la parodia de La figlia di Iorio, tragedia del più grande poeta italiano del tempo, Gabriele D’Annunzio. La sera del debutto in teatro si scatena un putiferio: la commedia viene interrotta tra urla e fischi e Scarpetta finisce con l’essere denunciato per plagio dallo stesso D’Annunzio. Gli anni del processo saranno logoranti per lui e per tutta la sua famiglia. Tutto nella vita di Scarpetta sembra andare in frantumi, ma con un numero da grande attore saprà sfidare il destino e vincere la sua ultima partita.

Il commento del regista

Per tutta la vita il grande Eduardo De Filippo non volle mai parlare di Scarpetta come padre ma solo come autore teatrale. Quando suo fratello Peppino lo ritrasse spietatamente in un libro autobiografico, Eduardo gli levò il saluto per sempre. Venne intervistato poco tempo prima di morire da un amico scrittore: “Ormai siamo vecchi, è il momento di poterne parlare: Scarpetta era un padre severo o un padre cattivo?”. La risposta fu ancora sempre e solo questa: “Era un grande attore”. Qui rido io è l’immaginario romanzo di Eduardo Scarpetta e della sua tribù.

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