Sanità trentina, da 25mila a 11mila pazienti senza appuntamento

In quattro mesi oltre 14mila pazienti in attesa di un appuntamento sono stati presi in carico dall’Azienda sanitaria universitaria integrata. È il risultato del piano straordinario avviato da Asuit insieme alla Provincia e all’Assessorato alla salute e alle politiche sociali per aumentare l’offerta di prestazioni specialistiche.

L’intervento si è concentrato sui cittadini presenti nel cosiddetto “contenitore”. Si tratta di pazienti già in possesso di una prescrizione, ma ancora in attesa della fissazione di una visita o di un esame.

I dati pubblicati oggi sul monitoraggio dei tempi di attesa riflettono questa attività di recupero. È una dinamica attesa: l’assegnazione degli appuntamenti ai pazienti in lista da tempo incide infatti sugli indicatori nazionali.

«I dati ci dicono che c’è ancora molta strada da percorrere, ma mostrano anche gli sforzi fatti e diversi elementi positivi», afferma il presidente della Provincia Maurizio Fugatti. «Per gli esami diagnostici, nel confronto tra il primo semestre 2025 e quello del 2026, siamo tra i territori che registrano miglioramenti. Garantire il diritto alla salute e tempi certi di accesso alle cure è una priorità assoluta».

Fugatti richiama anche il percorso avviato per rafforzare il sistema sanitario trentino. «Stiamo gettando basi solide e strutturali per la sanità di domani. Il percorso unisce le grandi infrastrutture, a partire dal nuovo ospedale del Trentino, la valorizzazione dei giovani professionisti e la vicinanza ai bisogni di salute dei cittadini». Il presidente ricorda inoltre il recente traguardo dei primi laureati in Medicina.

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Secondo l’assessore provinciale alla salute Mario Tonina, i dati devono essere letti nel loro contesto. «Dietro i numeri c’è lo sforzo complessivo che il Trentino sta mettendo in campo per ridurre le liste d’attesa e garantire risposte tempestive a tutti i cittadini».

Tonina ringrazia medici e personale sanitario per il loro impegno. «Le criticità esistono e non le nascondiamo, ma non siamo fermi. Da mesi è operativo un gruppo di lavoro speciale tra Dipartimento Sanità, Asuit ed Ente gestore. Sta lavorando per risolvere i problemi alla radice, superare la fase di assestamento del Cup e restituire ai cittadini la risposta che meritano».

Il piano di intervento è stato definito per affrontare la principale criticità emersa con l’avvio del nuovo sistema di prenotazione e di gestione delle agende. Grazie al lavoro dei professionisti sanitari, del Cup, delle strutture specialistiche e delle direzioni aziendali, il numero dei pazienti nel contenitore è sceso in circa quattro mesi da oltre 25mila a circa 11mila.

L’aumento dell’offerta ha permesso di assegnare un appuntamento a oltre 14mila cittadini che attendevano da tempo una visita o un esame diagnostico. Questo ha garantito l’accesso al percorso assistenziale previsto.

L’attività di recupero, però, non produce un miglioramento immediato degli indicatori. Quando vengono programmate prestazioni per pazienti che hanno già superato i tempi massimi della propria classe di priorità, queste vengono conteggiate nel monitoraggio nazionale come erogate oltre i tempi di garanzia.

Nel primo semestre 2026 la percentuale di prime visite effettuate entro i tempi previsti è stata del 54,7%, contro il 63,1% dello stesso periodo del 2025. Il dato risente anche dell’intensa attività di recupero dei pazienti presenti nel contenitore.

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Per gli esami diagnostici il rispetto dei tempi di attesa è invece rimasto sostanzialmente stabile. La percentuale è passata dal 76,7% del primo semestre 2025 al 77% del primo semestre 2026. Secondo Asuit, il dato conferma i primi risultati concreti del potenziamento dell’offerta.

L’obiettivo condiviso da Asuit e Provincia autonoma di Trento è completare progressivamente il recupero dei pazienti ancora presenti nel contenitore. Il sistema dovrà tornare a una condizione nella quale le nuove prenotazioni possano essere programmate entro i tempi previsti fin dal momento della richiesta.

Proseguiranno anche le azioni per aumentare l’offerta, governare la domanda, migliorare l’appropriatezza delle prescrizioni e rivedere i percorsi assistenziali. Il lavoro coinvolgerà anche i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta.

Con il progressivo esaurimento del contenitore e il consolidamento delle misure adottate, Asuit e Provincia prevedono un graduale miglioramento anche degli indicatori sul rispetto dei tempi di attesa.

Foto: immagine generata dall’intelligenza artificiale (gpt-image-2 di OpenAI)

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