Sant’Ambrogio è in bilico

Come è già accaduto in primavera con il lockdown nazionale, i milanesi si ritrovano confinati e certamente frastornati da questa nuova “chiusura” che pesa come un macigno. Sarà così, presumibilmente, fino ai primi di dicembre.

Molti di loro ben conoscono le nostre valli, le frequentano assiduamente e amano le nostre montagne come le amiamo noi stessi. A loro va, prima di tutto, l’augurio di stare bene in salute e di poter tornare da noi al più presto.

C’è anche chi ha acquistato casa da noi ed è impossibilitato a raggiungerla. Non può quindi godersi i meravigliosi colori dell’autunno. Vi sono poi gli appassionati dello sci che attendevano Sant’Ambrogio per riprendere a “scorazzare” sulle piste che, ai primi di dicembre sono storicamente appannaggio degli abitanti di Milano.

Non vogliamo però essere ipocriti: se a loro questa rinuncia allo sci certamente dispiace, anche a noi fiamazzi e fassani può tarpare le ali ad un buon inizio di stagione turistica invernale.

Non tutto è, però, ancora perduto. Vogliamo immaginare, per tutti noi, un futuro meno cupo di quanto ora possiamo immaginare: prima di tutto per la nostra salute e quella dei nostri cari e poi anche per poter gioire di splendide giornate sulla neve, aiutando in tal modo una economia che è veramente alle corde ed ha bisogno di una iniezione di ottimismo.

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