Sarà un Natale senza sci?

Più che un bianco Natale, quello che si sta avvicinando rischia di essere un Natale in bianco. Almeno per quanto riguarda lo sci. Dalle pagine di Repubblica, la presidente degli impiantisti italiani, Valeria Ghezzi, ha anticipato quella che sembra essere la decisione del Governo: gli impianti di risalita riapriranno solo a gennaio 2021, dopo le Feste. Secondo Piero Degodenz, consigliere provinciale con una lunga esperienza in ambito turistico, nessuna conferma arriverà però prima della prossima settimana: “La Conferenza Stato-Regioni prevista per oggi è stata rimandata a lunedì, dopodiché le decisioni politiche dovranno essere condivise con la parte scientifica”.

Mentre si attendono decisioni ufficiali, Degodenz guarda però al Natale con scarso ottimismo: “In questo momento certezze non ce ne sono e non ce ne possono essere. Non sappiamo ancora se abbiamo raggiunto l’apice del contagio o se la curva è in discesa. Con i numeri attuali sicuramente non si apre. È quindi necessario attendere l’evolversi della situazione per quella che credo sarà una decisione unica a livello nazionale. Attualmente le ipotesi sono due: apertura prima di Natale o a metà gennaio. La mia sensazione è che si aprirà dopo l’Epifania”.

Comunque vada, il prossimo, secondo Degodenz, sarà un inverno in perdita: “Le Feste natalizie corrispondono a un terzo della stagione. Inoltre, a molti sfugge che gli impianti hanno costi fissi che non potranno essere ammortizzati. A livello provinciale si ipotizza una perdita di 75 milioni di euro; se l’apertura sarà posticipata al 2021, la cifra sarà ancora più impattante. D’altra parte, è impensabile aprire le piste ora, con gli ospedali impegnati a far fronte ai pazienti Covid, che in alcuni casi occupano anche i reparti di ortopedia. Come verrebbero gestiti gli infortuni sulle piste?”.

Per Degodenz, quindi, prima di guardare al calendario per la riapertura, bisogna guardare ai grafici, sperando di veder calare la curva dei contagi e dei ricoverati.

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