Sette Paesi europei a confronto in Trentino per l’innovazione nelle emergenze sanitarie

Il Trentino si conferma protagonista nell’innovazione delle emergenze sanitarie complesse. Fino a domani, negli spazi addestrativi di Marco di Rovereto, è in corso un meeting internazionale che riunisce i rappresentanti dei sistemi di Protezione civile di sette Paesi europei: Belgio, Estonia, Polonia, Romania, Spagna, Svezia e Repubblica Ceca. Presenti anche il Dipartimento nazionale di Protezione civile, le Regioni Marche e Toscana e la Provincia autonoma di Trento.

Al centro del confronto, come migliorare l’operatività degli ospedali da campo europei. Il Trentino, in particolare, si sta dotando di un’unità mobile flessibile e autosufficiente, capace di intervenire rapidamente in missioni nazionali e internazionali. Il coordinamento dell’evento è stato curato dalla Protezione civile del Trentino e da Asuit, con il dottor Alberto Gabrieli di Trentino Emergenza.

A portare i saluti del presidente Maurizio Fugatti è stato il dirigente generale del Dipartimento Protezione civile, foreste e fauna, Stefano Fait. “Per il modulo trentino — ha spiegato — che negli scenari di emergenza potrà operare sia a livello nazionale che internazionale e avrà un’autonomia potenziale di 14 giorni, sono state adottate scelte innovative, a partire dalla possibilità di renderlo aviotrasportabile”.

Cassa Rurale Val di Fiemme

Il progetto si chiama Emergency Medical Team – Provincia autonoma di Trento (EMT-PAT) ed è finanziato dal Meccanismo europeo di protezione civile della Commissione europea e dalla Provincia. L’obiettivo è trasformare l’attuale ospedale da campo provinciale in un modulo sanitario di alto livello e di immediato dispiegamento, conforme agli standard dell’Organizzazione mondiale della sanità. Le attrezzature saranno leggere, modulari e sostenibili dal punto di vista ambientale.

Nell’ambito del progetto è stato avviato un percorso di formazione del personale ed è iniziata la fase di acquisizione delle risorse necessarie. Sono inoltre in corso le procedure per ottenere la certificazione Oms, con l’obiettivo di completare il percorso entro il 2027.

L’evento di Marco di Rovereto ha rafforzato anche il legame con il mondo universitario. Sono stati invitati studenti di Medicina e di Bioengineering, coinvolti come osservatori attivi per dare un’impronta accademica al lavoro. L’obiettivo finale è arrivare a una pubblicazione scientifica capace di condividere a livello globale le raccomandazioni elaborate dagli esperti.

Shiatsu Zuo

All’appuntamento hanno preso parte, tra gli altri, il direttore del Servizio governance clinica di Asuit Emanuele Torri, il dirigente del Servizio Prevenzione rischi e Cue Bruno Bevilacqua e i rappresentanti del Dipartimento nazionale della Protezione civile Mauro Casinghini e Paolo Vaccari. In collegamento da remoto sono intervenute Michela Matuella, del Direttorato generale ECHO della Commissione europea, e Camila Philbert Lajolo, network leader della Global EMT Network dell’Oms.

Nel corso delle giornate di lavoro, i rappresentanti delle Protezioni civili europee si sono confrontati in gruppi e sessioni plenarie. L’obiettivo è elaborare bozze di strumenti operativi utilizzabili nelle missioni di emergenza. Spazio anche a momenti di networking e confronto informale, utili a rafforzare la collaborazione internazionale.

Foto: ufficio stampa prov.Tn

Immobiliare Fassana
Facebook
Twitter
WhatsApp
Email