SI COMINCIA

A volte succede. A volte succede che nasca un paese nuovo, ma con una storia antica. È nato così Ville di Fiemme, dalla somma di Carano, Daiano e Varena e perché non rimanga solo una somma, ma un luogo in grado di raccontare e raccontarsi, è necessario intervenire su due piani paralleli agendo in modo condiviso e partecipato sulla comunità che vive in quel territorio e agendo all’esterno proponendo il territorio come un nuovo “prodotto” culturale e turistico, un nuovo contenitore di luoghi e di eventi, una “scatola” delle emozioni in cui inserire ciò che è stato, ciò che già vi avviene e ciò che vi avverrà. Lo hanno capito gli operatori turistici del paese che, in piena sintonia con l’amministrazione comunale, hanno deciso di associarsi per contribuire alla nascita di questo processo. Un processo solo apparentemente semplice. Non si tratta solo di riempire una scatola. È necessario un progetto di lungo periodo partecipato e condiviso, che possa tenere conto delle specificità del contenitore e dei suoi sviluppi potenziali, che abbia già definiti i ruoli e le proposte delle “complicità attive” presenti sul territorio, che trovi delle linee guida comuni.

 

Alla base del lavoro di analisi e di proposta serve una distinzione fondamentale, quella che differenzia i significati di “posto” e “luogo”. I luoghi sono un po’ come le facce, solo apparentemente simili, ma sempre con straordinarie differenze che dobbiamo solo imparare a vedere per poterle vivere ed eventualmente raccontare. Sono le differenze/unicità o meglio la loro percezione che distinguono un “posto” da un “luogo”. Una definizione di luogo che al contempo definisce per contrasto anche quello di posto è quella del geografo Yi Fu Tuan che nel 1976 sostiene che: “Quando lo spazio ci sembra familiare significa che è diventato un luogo”. Per chi ci vive significa senso di appartenenza, per gli altri conoscenza e percezione della sua riconoscibilità. Il vero viaggio di scoperta consiste non nel cercare nuovi paesaggi, ma nell’avere nuovi occhi per trovare i propri luoghi.

 

Anche prescindendo dalla pandemia, viviamo un periodo complesso che leggiamo/vediamo attraverso i titoli dei giornali, ma soprattutto per immagini veloci, sempre più veloci che all’istante prendono l’una il posto dell’altra. Un’informazione così frenetica e vasta da diventare disinformazione e quando usciamo e lasciamo i nostri schermi, computer o televisione la differenza è poca, la lettura/vista si fa complicata. Tutto diventa scontato e quindi automaticamente invisibile. Il processo che dovrebbe passare dall’apprezzamento alla conoscenza di quello vediamo, si blocca perché non riusciamo a vedere quello che dovremmo vedere. Analfabeti dei luoghi, non riusciamo a vedere e per farlo abbiamo bisogno di aiuto, di qualcuno che segni le cose, che ce le indichi e a volte persino che ce le spieghi. Anche se non c’è nessuna norma di nessun codice e di nessun regolamento che lo prescriva, questo indicare/segnare è oggi un dovere fondamentale per tutte le pubbliche amministrazioni sia nei confronti di chi in un luogo/posto ci vive, sia di ogni suo ospite. Toglierci dall’analfabetismo, far contare anche lo scontato. Per questo si sono associati gli operatori turistici di Ville di Fiemme, per costruire assieme all’Amministrazione comunale e in sintonia con l’Apt di Fiemme, il loro paese.

 

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