Skicross, il Comitato Trentino ci crede

La stagione della squadra di skicross del Comitato Trentino si è conclusa con un argento ai Mondiali juniores di freestyle che si sono tenuti a Kranskoyarsk, in Russia. A portarlo a casa la coppia Simone Deromedis (noneso già in nazionale) e Andrea Chesi, diciassettenne rendenese con origini anche fassane. La mamma, infatti, è di Forno di Moena. 

Nella squadra skicross giovani del Comitato Trentino fanno parte, oltre ad Andrea Chesi, Giorgia GreifembergSamuele Cheller e i fassani Jannes Debertol, Nathalie Bernard e Rebecca Paoli. Ad allenarli è il fiemmese Loris Donei, a lungo allenatore del Gruppo Sciatori della Guardia di Finanza: “Dopo 30 anni nello sci alpino mi sono reinventato nello skicross, trovando nuovi stimoli e un ambiente dinamico. Mi sono lasciato trascinare dell’entusiasmo dei ragazzi, che si divertono davvero tanto. Sono poi convinto che questa disciplina, per ora minore, possa avere un grande futuro. Altre nazioni, come Svizzera e Francia, ci credono già molto. Credo che qualcosa cambierà, quando la disciplina, attualmente gestita dalla federazione di freestyle, passerà alla Fisi, perché skicross e sci alpino sono strettamente legati. A livello italiano, quello trentino è l’unico comitato ad aver deciso di investire in una squadra di skicross, che quindi è diventata bacino per la nazionale“. La pista di riferimento  per gli allenamenti invernali della squadra del Comitato Trentino è stata disegnata da Dario Dellantonio, predazzano allenatore della nazionale di skicross. Si tratta della Costabella, sul Passo San Pellegrino, dove i giovani atleti si esercitano con rampe e curve paraboliche. 

Andrea Chesi racconta il suo percorso di avvicinamento allo skicross, disciplina nella quale più atleti scendono contemporaneamente lungo un percorso artificiale che presenta diverse difficoltà tecniche: “Faccio sci alpino fin da piccola e quando mi è stato proposto di partecipare a uno stage di skicross allo Stelvio ho accettato per curiosità. Da subito mi è piaciuto l’ambiente, decisamente meno competitivo rispetto a quello dello sci alpino, dove è veramente difficile riuscire ad emergere. Della partecipazione ai Mondiali rimane il rammarico per la gara singola (sono arrivata nona e speravo di fare meglio), ma la soddisfazione per l’argento in coppia. Ero comunque tra le più giovani in gara, per cui mi sono confrontata con sciatrici con più esperienza di me”. 

La stagione è stata limitata dal Covid: abbiamo potuto partecipare a poche gare, ma sono servite ad alimentare lo spirito di squadra e l’entusiasmo del gruppo. Ho visto le ragazze crescere molte e dimostrarsi all’altezza anche delle piste più difficili. Sono soddisfatto di loro!”, continua Donei. Per poi concludere: “Nel 2026 avremo le Olimpiadi in Italia. È questo il momento di investire sui giovani dello skicross”.

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