Sport inclusivo e turismo accessibile: è possibile

Sport inclusivo e turismo accessibile: non uno slogan, ma una strada da percorrere, e da molti già intrapresa. È quanto emerso dal convegno organizzato da Sportabili nell’aula magna del municipio di Predazzo sabato scorso. Numerose le testimonianze presentate nel corso del dibattito: esperienze reali che raccontano come pensare al turismo e allo sport in un’ottica di inclusione e accessibilità sia vantaggioso non solo per chi ne beneficia, ma anche per i territori, le associazioni e gli operatori economici che decidono di andare in questa direzione.

Dopo i saluti iniziali da parte delle autorità,  Alberto Benchimol, fondatore e direttore esecutivo della Sportfund, fondazione Onlus che si occupa di inclusione sociale tramite lo sport, ha moderato gli ospiti. Il vicepresidente e volontario di Sportabili Alberto Di Lorenzo, ha dato il via alle testimonianze: “Spesso si tende ad avere ancora un approccio medico-sanitario, invece che adoperarsi per offrire pari opportunità. Pensando in prospettiva al nostro territorio, che vive molto sul turismo, alzare l’asticella dell’accessibilità ai servizi e ai locali delle strutture ricettive porterebbe un valore aggiunto a livello sociale ed economico. Quanto allo sport inclusivo, strategica la rete tra le varie realtà territoriali, quali le società sportive, le associazioni del terzo settore e i servizi sociali. A tal proposito SportABILI, durante la passata stagione scolastica, ha iniziato un’esperienza formativa con gli studenti del Turistico di Predazzo; tra le varie attività anche la mappatura di strutture ricettive del territorio accessibili ad ospiti disabili e alle rispettive famiglie”. Il concetto è stato ribadito anche da Iva Berasi, ex direttrice dell’Accademia della Montagna di Trento: “Una destinazione del territorio accessibile consente di aumentare il livello qualitativo dei servizi per la stessa popolazione residente e di generare indotto economico alle imprese del territorio”. Berasi ha poi parlato dei marchi di qualità Open.

Gianluca Samarelli ha portato la testimonianza della Cooperativa Archè, presentando un nuovo progetto che punta a fare del turismo accessibile e dello sport inclusivo una materia di studio perlomeno negli indirizzi turistici, anche in relazione alle potenzialità economiche.

Il presidente della cooperativa “Le Rais”, Federico Comini, ha raccontato l’esperienza di gestione di due strutture ricettive, a Pozza di Fassa e Cavalese: “È sbagliato relazionarci ai disabili attraverso la pietà, poiché atteggiandoci in questo modo il nostro interlocutore si sentirà diverso. È, invece, necessario lavorare sui concetti di accessibilità relazionale, così da vedere l’altro come una persona che ha risorse e competenze e che ha voglia di essere autonoma”.

Sono poi intervenuti i maestri di sci Riccardo Dezulian e Nunzia Morandini. “Per capire le persone disabili che noi abbiamo di fronte, dobbiamo rallentare. Bisogna capire che loro camminano con un passo diverso rispetto il nostro”, ha detto Dezulian. “La diversità dei due mondi, abili e disabili, spesso e purtroppo la creiamo noi. Per questo mi piace mettere in relazione bambini disabili e non, per creare prima di tutto amicizie”, ha raccontato Morandini.

A chiudere il convegno gli atleti paralimpici Giacomo Bertagnolli e Chiara Mazzel, che hanno condiviso i propri risultati agonistici e raccontato i loro percorsi sportivi e umani.

La registrazione del convegno è disponibile qui.

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