Statuto speciale, via libera definitivo: più competenze per la Provincia

Il 13 maggio 2026 segna una data storica per l’Autonomia del Trentino. Dopo il via libera della Camera dei Deputati, anche il Senato della Repubblica ha approvato in seconda lettura, e quindi in via definitiva, il disegno di legge costituzionale che modifica lo Statuto speciale per il Trentino-Alto Adige. Il provvedimento diventerà legge dopo la promulgazione da parte del Presidente della Repubblica, prevista entro un mese, e quindici giorni dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.

La riforma ripristina diverse competenze autonome che negli anni erano state limitate. Tra queste l’organizzazione degli uffici provinciali e del personale, l’assetto territoriale e i piani urbanistici, la viabilità, gli acquedotti e i lavori pubblici di interesse provinciale. Tornano in mano alla Provincia anche la gestione diretta dei servizi pubblici tramite enti speciali, compresa la gestione dei rifiuti, e gli impianti idroelettrici.

Vengono inoltre introdotte nuove competenze esclusive. Riguardano la tutela dell’ambiente e degli ecosistemi, compresa la regolamentazione della fauna selvatica, e il commercio.

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Il testo riduce anche gli ostacoli alla legislazione autonoma e amplia i margini di manovra in tutti i settori politici. Viene abolito il limite delle norme fondamentali delle riforme economico-sociali della Repubblica. Il vincolo viene ricondotto ai soli “principi generali” dell’ordinamento giuridico. La competenza legislativa primaria viene espressamente qualificata come “esclusiva”.

Vengono precisate anche le funzioni delle norme di attuazione dello Statuto, con l’obiettivo di armonizzare l’esercizio del potere legislativo della Regione e delle Province autonome con quello dello Stato, tenendo conto delle condizioni particolari dell’Autonomia.

Importante la cosiddetta clausola di concordato. Le future modifiche allo Statuto richiederanno l’approvazione del Consiglio regionale e di entrambi i Consigli provinciali. In ogni caso, il livello di Autonomia riconosciuto non potrà essere ridotto.

Infine, la riforma introduce nuove disposizioni a tutela delle minoranze. Si va dal diritto di voto con la clausola di residenza alle disposizioni facoltative sulla composizione linguistica della Giunta provinciale e di quelle comunali.

“Il voto in Senato rappresenta il compimento di un lavoro istituzionale serio e condiviso. Restituiamo al Trentino quelle competenze che erano state erose negli anni”. Con queste parole il presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, commenta il via libera finale di Palazzo Madama al disegno di legge costituzionale.

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“Il recupero di alcuni standard di autogoverno e la blindatura delle competenze non sono un semplice aggiornamento tecnico – ha sottolineato il Presidente – ma la restituzione di una certezza legislativa fondamentale per rispondere con velocità alle sfide economiche e sociali, confermando il Trentino come un modello di eccellenza che non chiede privilegi, ma rivendica il diritto di amministrare bene a favore della propria comunità”.

“Oggi possiamo dire che l’obiettivo è pienamente raggiunto – ha concluso il presidente – ringrazio il Governo e il Ministro per gli Affari regionali e le autonomie Roberto Calderoli per aver sostenuto un percorso condiviso con le Province autonome di Trento e di Bolzano. Oggi vince il Trentino dove l’Autonomia è un pilastro solido su cui costruire il futuro, dimostrando ancora una volta che la vicinanza tra chi decide e chi riceve i servizi è la vera chiave per la crescita della nostra comunità.”

Foto: Arno Kompatscher, Roberto Calderoli, Maurizio Fugatti [Juliet Astafan_Archivio Ufficio Stampa PAT]

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