“Talis Mater” arriva in Friuli: il documentario della Majon di Fascegn protagonista al Cinema Sociale di Gemona

Collaborazioni, condivisione e nuove reti culturali capaci di superare i confini della Val di Fassa. Il documentario “Talis Mater”, prodotto dall’Istituto Culturale Ladino “Majon di Fascegn”, continua il suo percorso di valorizzazione del patrimonio ladino e arriva anche in Friuli Venezia Giulia, confermando la capacità della cultura locale di dialogare con altri territori e comunità.

Nei giorni scorsi il Cinema Sociale di Gemona del Friuli ha ospitato l’anteprima regionale del film, presentata dall’Ecomuseo delle Acque in collaborazione con La Cineteca del Friuli. Una serata caratterizzata da grande partecipazione e attenzione da parte del pubblico, che ha accolto con interesse il lavoro del regista Marco Rossitti.

Attraverso il linguaggio del cinema e della ricerca antropologica, “Talis Mater” costruisce un racconto fatto di memoria, identità e appartenenza. Il documentario esplora il profondo rapporto tra le persone e i luoghi, un legame che attraversa le generazioni e continua a trasformarsi insieme ai cambiamenti sociali e culturali che interessano le comunità alpine.

Al termine della proiezione il pubblico ha avuto l’opportunità di confrontarsi direttamente con il regista Marco Rossitti e con il direttore della fotografia Luciano Gaudenzio. Un dialogo intenso, nato dalle immagini e dai temi affrontati dal film, che ha confermato l’importanza del cinema come strumento per custodire storie, creare connessioni e stimolare nuove riflessioni.

La partecipazione a questa iniziativa rappresenta un nuovo riconoscimento per la Majon di Fascegn e per il lavoro portato avanti nella tutela e nella promozione della cultura ladina, valorizzando idee, professionalità e collaborazioni anche al di fuori della valle.

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La serata di Gemona si è inserita nel percorso di avvicinamento al festival “Sguardi sui territori”, in programma dal 12 al 14 giugno tra Gemona e Montenars: una rassegna dedicata proprio al rapporto tra comunità, paesaggio, memoria e identità.

Foto: Manuela Filipuzzi – ecomuseo

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