Treni di vallata, l’appello di Transdolomites per salvare la ferrovia del Brennero

Transdolomites interviene sul tema del blocco stradale al Passo Brennero, guidato da Karl Mühlsteiger, sindaco di Gries am Brenner. Secondo l’associazione, la protesta non deve fermarsi al solo Corridoio del Brennero e al trasporto delle merci. Serve una strategia Euregio sostenuta dalle popolazioni.

Per Transdolomites non bastano le proteste in strada. Per spostare davvero la mobilità dalla gomma alla rotaia occorre progettare e realizzare le infrastrutture ferroviarie mancanti. Alcune sono state dismesse nel secolo scorso. Queste linee dovrebbero collegare la ferrovia del Brennero con le mete turistiche del Tirolo del Nord, dell’Alto Adige e del Trentino.

L’associazione ricorda che le Alpi e le Dolomiti sono territori ad alta sensibilità ambientale. Ogni anno richiamano milioni di turisti e fatturati da record. Ma la carenza di servizi continua a pesare sulle popolazioni residenti.

Transdolomites spiega perché non basta parlare di sole merci. Un treno merci standard, lungo 350 metri, trasporta l’equivalente di 20-30 camion. Con 43 treni al giorno si tolgono dalla strada tra 860 e 1290 mezzi pesanti. Con l’entrata in esercizio della Galleria di base del Brennero, prevista nel 2034, i treni potranno arrivare a 750 metri. In quel caso i convogli ipotizzati salirebbero a 79 al giorno, con un potenziale tra 3555 e 5135 camion sottratti alla strada ogni giorno. Su base annua si parla di una forbice tra 1.297.000 e 1.874.000 mezzi.

Resta però un dubbio. La matematica è una proiezione, ma gli indirizzi li detta la politica dei trasporti. In Svizzera, considerata un modello, il traffico merci ha registrato un calo e parte si è spostata sulla strada. Anche lì le popolazioni protestano. Il rapporto iMONITRAF di EURAC-Bolzano, pubblicato a novembre 2025 sui dati del 2023, segnala una lieve diminuzione delle merci trasportate, sia su strada sia su rotaia. Ma il rapporto tra le due forme resta quasi invariato, con la strada ancora dominante.

C’è poi il nodo della mobilità privata. Sulla A22 transitano 2,5 milioni di camion all’anno e ben 24 milioni di automobili. Il rischio di collasso dell’autostrada è sempre più concreto. Molte di quelle auto sono dirette verso laghi e montagne non serviti dalla ferrovia.

Da qui l’importanza di rafforzare il trasporto persone su ferro. Un treno passeggeri come la “Freccia”, che trasporta tra 460 e 570 persone, equivale a togliere dalla strada 250-300 automobili a ogni viaggio. Il ragionamento si amplia con i nuovi collegamenti ad alta velocità che porteranno via Brennero verso Monaco e Berlino.

Transdolomites segnala una contraddizione. A fronte di oltre 20 miliardi di euro di investimenti tra Verona e il Brennero, tra galleria di base e tratte di accesso, servono circonvallazioni per evitare il transito dei treni merci nei centri urbani. Ma si rischia di costruire in parte una cattedrale nel deserto. Senza ferrovia nei territori a forte pressione turistica, il potenziale della linea del Brennero resterà azzoppato e si continuerà a viaggiare in automobile.

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Per rendere produttivi gli investimenti sul Corridoio Scan-Med, l’associazione propone la costruzione delle ferrovie di vallata: Őtztal in Austria, Val Gardena e Val Badia, Merano-Malles-Engadina, Trento-Penia di Canazei, Trento-Mezzana-Tirano-Engadina e Rovereto-Riva. Convergono qui più interessi pubblici: ridurre il divario tra pianura e montagna, evitare il collasso dell’A22 e valorizzare la ferrovia del Brennero, oggi sottoutilizzata e con molti potenziali viaggiatori “orfani di treno”.

Si aggiungono l’interesse nazionale, legato al programma “Connettere l’Italia” presentato nel 2016, e quello europeo. Con i finanziamenti sui Corridoi TEN-T e l’Agenda europea per il turismo 2030/2050, l’Unione punta a un turismo più verde, sostenibile e digitalizzato. L’obiettivo è promuovere il turismo in treno con uno Spazio Ferroviario Unico, collegamenti transfrontalieri più forti e maggiori diritti per i passeggeri.

In conclusione, per Transdolomites non ha senso procedere in ordine sparso. Serve una pianificazione di squadra e sovranazionale. Le ferrovie esistenti o da progettare, connesse ai corridoi TEN-T, devono entrare a pieno titolo nella politica europea dei trasporti, con una quota di cofinanziamento. L’associazione annuncia che chiederà a breve un incontro con il sindaco Karl Mühlsteiger per verificare la disponibilità a sostenere questo cambio di passo.

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