Trentino apripista in Italia per la formazione di lavoratori dall’estero

Il Trentino si conferma apripista a livello nazionale nelle politiche di formazione e attrazione di lavoratori dall’estero. Il riconoscimento arriva dal IV rapporto annuale della campagna “Ero straniero”, promossa dal mondo associazionistico sulla base dei dati dei ministeri competenti. Il rapporto evidenzia come la Provincia autonoma di Trento sia l’unico ente istituzionale, tra Regioni e Province autonome, ad aver promosso e finanziato un programma strutturato di formazione all’estero.

L’iniziativa si chiama “Ready to Work” ed è stata avviata nel 2025. Ha coinvolto 63 lavoratori in Argentina, già in gran parte inseriti nei settori turistico-alberghiero, dell’autotrasporto e della meccanica. Una seconda edizione del progetto partirà a luglio a Bahia Blanca e sarà rivolta a 24 camerieri di sala.

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“Fa piacere questo riconoscimento nell’ambito di un’analisi a livello nazionale, che evidenzia come l’Autonomia trentina sappia svolgere un ruolo apripista, offrendo una risposta concreta alla carenza di personale qualificato in settori strategici per il territorio”, commenta il vicepresidente della Provincia autonoma di Trento e assessore allo sviluppo economico, lavoro, famiglia, università e ricerca, Achille Spinelli. “L’iniziativa dimostra inoltre come la collaborazione internazionale e le politiche attive del lavoro possano generare risultati tangibili sia per il Trentino sia per i lavoratori coinvolti. L’obiettivo è costruire un modello di territorio sempre più attrattivo, per tutti coloro che vogliono scommettere su un progetto di vita e un percorso professionale di cui avere soddisfazione”.

La campagna analizza i dati dei ministeri dell’Interno, degli Affari esteri e della cooperazione internazionale e del Lavoro e politiche sociali. Secondo il rapporto, nel corso del 2025 sono stati approvati complessivamente 70 progetti nell’ambito dei programmi di formazione professionale e civico-linguistica. Uno di questi è quello attivato dalla Provincia di Trento. Sono state avviate 160 classi di formazione, di cui 6 in Trentino. I lavoratori coinvolti sono stati 2.992, di cui 1.716 hanno completato il percorso formativo. A dicembre 2025 sono entrate in Italia 401 persone formate all’estero, di cui 63 attraverso l’iniziativa provinciale.

Per “Ready to Work” è stata determinante l’azione proattiva messa in campo dalla Provincia attraverso le proprie strutture. Il successo del programma si basa su un modello di pre-matching tra domanda e offerta di lavoro, realizzato dall’Agenzia del Lavoro insieme al tessuto imprenditoriale locale. Il modello prevede la mappatura dei fabbisogni occupazionali, la selezione dei candidati in Argentina e l’abbinamento preventivo con le imprese trentine.

Grazie a questa attività, tutti i lavoratori formati hanno sottoscritto un contratto di lavoro presso aziende o strutture alberghiere operanti in Trentino. Nel dettaglio, 13 lavoratori sono stati inseriti nel settore dell’autotrasporto merci e persone, 5 nella meccanica e riparazione di autoveicoli e 36 nel turistico-alberghiero. Altri 9 lavoratori formati stanno attualmente sostenendo colloqui di lavoro, sempre coordinati dall’Agenzia del Lavoro, con aziende interessate all’inserimento.

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Per quanto riguarda la seconda edizione del programma, la partenza è prevista a luglio 2026 a Bahia Blanca. La conclusione del percorso professionale e civico-linguistico è attesa per ottobre. Grazie al consolidato modello di matching preventivo sviluppato dall’Agenzia del Lavoro, i primi lavoratori arriveranno in Trentino già pronti per l’inserimento all’avvio della prossima stagione invernale.

Il Trentino si distingue anche nell’ambito del decreto flussi. Registra la più alta percentuale di successo delle procedure, pari al 43%, tra nulla osta, contratti e permessi di soggiorno. Seguono il Friuli Venezia Giulia con il 35% e il Veneto con il 26%. Il risultato viene attribuito alla collaborazione tra Servizio lavoro della Provincia, Questura e associazioni di categoria, che garantiscono controlli puntuali e assunzioni regolari. Restano tuttavia alcune criticità, legate soprattutto ai ritardi nel rilascio dei visti da parte delle ambasciate e al rigetto delle domande prive dei requisiti previsti dalla normativa.

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