Trento Film Festival – day by day – 3° giorno – gli appuntamenti

DOMENICA FRA I PROTAGONISTI ANCHE LA CAVALESANA SARA SEGANTIN

Montagna e clima: Luca Mercalli fra i protagonisti della seconda serata alpinistica del Trento Film Festival La serata evento all’Auditorium Santa Chiara riflette sul futuro dell’alpinismo di fronte ai cambiamenti climatici, che saranno anche al centro della proiezione speciale “Karma Clima”, con la regia di Michele Piazza e protagonisti i Marlene Kuntz. Nel programma cinema, il pluripremiato “Faya Dayi” di Jessica Beshir, “The Fire Within” di Werner Herzog, in memoria dei due vulcanologi francesi Katia e Maurice Krafft, e “L’ultima via di Riccardo Bee” del regista  Emanuele Confortin. In mattinata, la presentazione del vincitore della sezione Libri per ragazzi del Premio ITAS: “Il grande libro delle Alpi” di Lana Bragin, Stefan Spiegel, Tobias Weber e Björn Köcher. Nel pomeriggio, l’appuntamento del MUSE dedicato alle scimmie gelada, il racconto dell’avventura familiare di De Bertolini sullo Stelvio e la presentazione di “Va’ Sentiero”.

La terza giornata del Trento Film Festival inizia alle 10.30 con L’ABC dell’escursionista e Patagonia trek del Diablo: un incontro, al Salotto letterario di MontagnaLibri, con la guida alpina ed accompagnatore dell’associazione Viaggia con Carlo Marcello Cominetti. Alle 11, negli spazi T4Future in Piazza Fiera, la presentazione del libro vincitore della sezione Libri per ragazzi del Premio ITAS 2023: “Il grande libro delle Alpi” di Lana Bragin, Stefan Spiegel, Tobias Weber e Bjorn Kocher racconta, attraverso cartine, infografiche e illustrazioni, l’ambiente alpino in ogni suo aspetto, per esaltarne l’immensa diversita. A mezzogiorno, in Piazza Cesare Battisti, appuntamento con il laboratorio di degustazione di formaggio Vezzena e Miele, a cura di Marisa Corradi del Caseificio degli Altipiani e Cinzia Armanini dell’omonima azienda agricola.

Alle 16, ma nel Salotto letterario di MontagnaLibri, la presentazione del libro “Và sentiero. In cammino per le terre alte d’Italia” di Sara Furlanetto e Yuri Basilico, edito da Rizzoli. Il libro racconta la spedizione che, tra il 2019 e il 2021, ha percorso, documentato ed esplorato l’intera dorsale montuosa del Paese, dal Friuli Venezia Giulia fino alla Sardegna, in un viaggio tanto intenso e faticoso quanto emozionante. La loro via maestra e stata il Sentiero Italia, il trekking più lungo del mondo, che in quasi ottomila chilometri permette di scoprire la varietà e la bellezza delle nostre montagne e valli, ciascuna col suo microcosmo di paesaggi, persone e tradizioni. Alle 17.30 presentazione del libro Il cane d’oro di Sara Segantin, edito da Rizzoli: un romanzo di scienza e sentimento, dove il canto della natura fa da sfondo alle scorribande di quattro ragazzi e alla loro ricerca di un rapporto più autentico ed equilibrato con il mondo che li circonda. Alle 18, nella sala conferenze del MUSE e per la sezione Destinazione… Etiopia, la primatologa Elisabetta Palagi dialoghera con la divulgatrice scientifica Anna Sustersic nell’evento Socialità e tolleranza ad alta quota: i gelada, dedicato alle omonime “scimmie alpiniste”. Alle 18.30, presso le Gallerie di Piedicastello, Alessandro de Bertolini presenterà il progetto Lo Stelvio raccontato ai miei figli, la storia di un sogno diventato realtà: trascorrere più tempo possibile con i propri figli, condividendo le radici di un antico nomadismo e i valori delle riserve naturali protette.

Alle 19 in Piazza Battisti, il fotografo Michele Lapini, gli autori Sara Furlanetto e Yuri Basilico e il regista Michele Trentini rifletteranno sul tema Media e montagne: come cambia la narrazione delle terre alte.

Infine alle 20.30 presso l’Auditorium Santa Chiara, la seconda serata alpinistica del Festival: Arrampicarsi all’inferno. L’alpinismo al tempo della crisi climatica, con Luca Mercalli, Bernard Amy, Rossano Libera, Alberto Paleari e Sara Segantin. Un alternarsi di testimonianze, riflessioni, dati statistici, fotografie, reading e musiche dal vivo (a cura di Martin Mayes, L’Orage e Trouveur Valdoten), per riflettere su come il mutamento del clima stia velocemente cambiando il volto della montagna, rendendone impercorribili alcune vie classiche.

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