Trento Filmfestival: oggi le repliche dei film premiati

L’ultima giornata di Festival, dedicata alle repliche dei film vincitori, è un’occasione, per chi se li fosse persi, di vedere due dei film girati in val di Fiemme: Diga e Schianti.

Le proiezioni iniziano alle 15.15 in Sala 2 con Legado Italiano (Márcia Monteiro, Brasile / 2020 / 84′) vincitore del Premio RAI, che tratta dell’emigrazione trentina e veneta nella regione montuosa meridionale di Serra Gaúcha in Brasile, concentrandosi sulle influenze linguistiche, culturali e quelle legate ad un prodotto tipicamente italiano: il vino.

Alle 15.30 in Sala 1 due proiezioni a cui è stata riservata la Menzione Speciale della Giuria: Icemeltland Park (Liliana Colombo, Italia, Regno Unito / 2020 / 40′) e The Magic Mountain (Eitan Efrat, Daniel Mann, Belgio / 2020 / 67′), un’esplorazione di tre luoghi sotterranei in Europa tra credenze, immaginari e aneddoti storici non ufficiali.

In Sala 3 sempre alle 15.30 One Day (Jin Jiang, Cina / 2020 / 24′), vincitore della Genziana d’argento come miglior cortometraggio, che conduce il pubblico in un cammino di un vecchio che si dipana dal mattino alla sera, attraverso le quattro stagioni, fino a tornare a casa. A seguire, Holy Bread (Rahim Zabihi, Iran / 2020 / 54′), vincitore del Premio del Club Alpino Italiano Genziana D’oro come miglior film di alpinismo, popolazioni e vita di montagna, che documenta il lavoro estremamente pericoloso dei “kulbar” curdi, lavoratori che cercano di mantenere le loro famiglie trasportando merci attraverso il confine iraniano portando i loro carichi lungo sentieri di montagna rocciosi, ripidi e scivolosi a causa della neve o del caldo torrido.

Le proiezioni del pomeriggio continuano in Sala 2 alle 17.30 con Schianti (Tobia Passigato, Italia/2021/15′), vincitore del Premio Studenti Università di Trento, Bolzano e Innsbruck, dedicato un’opera di particolare valore culturale realizzata da un autore di età inferiore ai 33 anni. Il documentario racconta l’esperienza di Lucia, Elsa e Silvano e del bosco che per anni avevano vissuto, amato e curato, spazzato via della tempesta Vaia. A seguire, Chaddr – A River Between Us (Minsu Park, Germania / 2020 / 88′), vincitore del Premio della Giuria, che racconta la storia una ragazza di 17 anni, Stanzin, e del suo villaggio natale nel cuore dell’Himalaya, in Kashmir.

In Sala 1 alle 17.45 Songs of the Water Spirits (Nicolò Bongiorno, Italia/2020/110′), vincitore del Premio MUSE Videonatura, ambientato in Ladakh, una regione himalayana dell’India in profonda trasformazione, che sta affrontando un percorso di rigenerazione culturale costantemente in bilico tra il richiamo di una tradizione arcana e uno sviluppo rampante, che mette a rischio l’ambiente e snatura i suoi abitanti.

Sempre alle 17.45 in Sala 3 La casa rossa (Francesco Catarinolo, Italia, Groenlandia /2020 / 82′), vincitore del Premio Solidarietà Cassa Rurale di Trento e del Premio Lizard – Viaggio e avventura, che racconta la storia di Robert Peroni, ex esploratore altoatesino che trent’anni fa molla tutto per trasferirsi nella Groenlandia orientale, dove dagli anni ’70, quando la Comunità Europea vieta il commercio di pelli di foca, vive una civiltà millenaria privata della sua unica forma di sostentamento economico.

Le proiezioni serali iniziano alle 19.45 in Sala 2 con Diga (Emanuele Confortin, Italia / 2021 / 38′), vincitore del Premio Dolomiti Patrimonio Mondiale UNESCO e del Premio Museo Usi e Costumi della Gente Trentina, che segue la famiglia Baldessari di Bellamonte, detti “Diga”, transumanti da quattro generazioni, che in autunno lasciano la Val di Fiemme per cercare l’erba in pianura, ritornando a casa solo per la primavera. A seguire, PrimAscesa – La montagna creata dall’uomo (Leonardo Panizza, Italia, 2021 / 52’), vincitore del Premio CinemAMoRE, che narra l’eccezionale prima ascesa di una delle ultime cime inviolate rimaste al mondo: una montagna di rifiuti, quella che ognuno di noi contribuisce a creare ogni giorno.

In Sala 1 alle 20.00 Die letzten Österreicher (Lukas Pitscheider/Austria, Ucraina /2020/ 85′), vincitore della Genziana d’argento come miglior contributo tecnico-artistico. Il documentario è ambientato a Königsfeld, un villaggio austriaco nel mezzo dei Carpazi ucraini, dove vivono gli antenati degli abitanti austriaci trasferiti dall’ allora monarchia asburgica, nel XVIII secolo. Oggi la comunità di lingua tedesca conta solo poche decine di membri, dopo l’emigrazione a ovest negli anni ‘90 della maggior parte della popolazione. Migrare per alcuni sembra essere l’unico modo per sopravvivere, altri traggono nuove speranze dal portare nella valle il turismo.

 

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