Tutti i colori del bianco e nero

Un archivio fotografico di Predazzo e della valle di Fiemme, costituito da una prima raccolta di 5000 foto del Gruppo Fotoamatori di Predazzo, ma con la possibilità di aggiungervi nuove raccolte di altre associazioni (come quella altrettanto fornita del Gruppo collezionisti, già interessati a questo progetto). È l’obiettivo del progetto “Tutti i colori del bianco e nero” avviato l’altr’anno dalla biblioteca comunale di Predazzo in concerto con il Gruppo Fotoamatori con cui era stata firmata un’apposita convenzione e che, come tutto, ha subito una battuta d’arresto a causa della pandemia da Coronavirus. Le foto erano state digitalizzate negli anni scorsi dai Fotoamatori con alcune parole chiave che si sono tuttavia rivelate insufficienti per risalire alle informazioni dettagliate di ciascun fotogramma. Si tratta di fotografie raccolte nei decenni scorsi fra i cittadini di Predazzo che vanno dal 1850 al 1970 circa e riguardano i più diversi aspetti della storia famigliare, sociale, economica e ambientale del territorio, in particolare del circondario di Predazzo.

La soluzione digitale (la più agevole per garantire una catalogazione partecipata) è scaturita dai contatti con la Cooperativa Kinè di Trento, che si occupa di archiviazione di dati, assieme alla quale è stato elaborato un progetto di “crownsourcing” che ha partecipato ad un bando Caritro per progetti di riordino e valorizzazione degli archivi, ottenendo un considerevole finanziamento di 21.000 €. L’obiettivo è quello di restituire alla comunità il proprio archivio fotografico, frutto del paziente lavoro di raccolta nei decenni da parte del Gruppo Fotoamatori e che da tempo è comunque disponibile per la consultazione sui computer della biblioteca. Oltre ai Fotoamatori erano partner del progetto anche l’Università della Terza età, il circolo pensionati, l’Istituto comprensivo di Predazzo-Tesero e l’istituto d’istruzione La Rosa Bianca, dove tuttavia non c’è stata grande risposta. Studenti, anziani, cittadini, sono stati chiamati a riconoscere i contenuti delle immagini, grazie alla piattaforma PyBossa. Insomma una sorta di catalogazione collettiva. Le immagini, opportunamente protette, sono a disposizione sulla piattaforma dove ciascuno può inserire soggetti e metadati: luoghi, persone, date, attività, eventi. In questo modo la comunità è chiamata a riconoscersi nelle immagini, ristabilendo un rapporto con la propria storia attraverso un viaggio nella memoria collettiva. Il risultato sarà il nucleo di un archivio fotografico di valle accessibile su internet e che potrà raccogliere successivamente altre immagini oltre alle 5000 già digitalizzate dai Fotoamatori, consentendo di estendere il patrimonio documentale. La piattaforma “PyBossa” è un’applicazione di condivisione di conoscenze che permette, a coloro che si registrano, di condividere informazioni in loro possesso in merito, in questo caso, alle foto presenti nell’archivio. Le informazioni utili sono praticamente i ricordi e le informazioni visive degli utenti mentre guardano quelle immagini, e serviranno ad archiviare e catalogare le foto. Una catalogazione che può essere esaustiva solo con l’aiuto degli utenti.

Il contributo che tutti possono dare si sostanzia in un questionario, corredato da una facile guida.

Questa “metadatazione” è già stata oggetto di un progetto che ha coinvolto le Scuole medie di Predazzo e che ora vedrà coinvolta anche l’Università della Terza età nei mesi di dicembre e gennaio, mesi in cui saranno sospese le lezioni tradizionali. Si prevedono infatti una serie di incontri per spiegare il progetto, ed iniziare con i corsisti un laboratorio teso a favorire ed estendere al maggior numero di persone l’utilizzo della piattaforma.

Chiunque può entrare nella piattaforma “PyBossa” partendo dal sito della biblioteca di Predazzo www.biblioteca.predazzo.tn.it, cliccando sull’icona del progetto “Tutti i colori del bianco e nero”. Un agile tutorial, in fase di preparazione, spiegherà il suo contenuto e le semplici procedure di iscrizione con email e password, ma anche con la possibilità di lasciare i propri dati per partecipare ad un concorso che dovrebbe essere attivato nei prossimi mesi, e che prevede ricchi premi per coloro che catalogano il maggior numero di immagini. Un pizzico di competizione che, si spera, possa dare i suoi frutti. La piattaforma presenta alcuni blocchi di foto che, una volta “catalogati” da un certo numero di persone, saranno caricati sull’archivio online vero e proprio con tutte le informazioni raccolte, opportunamente filtrate. Ciò dovrebbe garantire la possibilità di accedere agevolmente alle immagini partendo da una qualsiasi parola chiave.

Per coloro che non l’hanno ancora fatto, non resta che provare. Può essere una simpatica occasione per rivedere vecchie foto, giocare a chi riconosce luoghi, persone e date, facendosi magari aiutare, per i non avvezzi alla tecnologia, dai propri figli o nipoti.

Francesco Morandini

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