Tutto merita una seconda possibilità

“Tutto merita una seconda possibilità”, la frase apposta sul grande pannello in fronte al capannone di BioEnergia Fiemme a Cavalese, suona oggi come una perfetta sintesi della vision lungimirante che dal ‘99 accompagna l’attività del primo impianto a biomassa del Trentino, che oggi permette al 90% dell’abitato di Cavalese di riscaldare abitazioni, strutture ricettive, aziende private e pubbliche grazie al riutilizzo degli scarti di lavorazione del legno.

Ma come nasce Bioenergia Fiemme? Lo abbiamo chiesto al suo A.d. Andrea Ventura:

Bioenergia Fiemme nasce a Cavalese, nel cuore della Magnifica Comunità di Fiemme e non è un caso: nei territori della “Magnifica” è da sempre presente un’attitudine, storicamente e culturalmente radicata, al “far da sé”, all’autonomia, alla gestione autonoma del territorio e delle sue risorse. E’ in questo contesto e con questo spirito che le varie realtà coinvolte, dal Comune di Cavalese, alla Cassa Rurale, così come la Magnifica Comunità e gli altri soggetti fondatori hanno applicato questo schema di valori al tema dell’energia, rifiutando l’idea di dipendere da soggetti esterni e dando vita a una realtà che invece, proprio dal territorio, e in particolar modo dai suoi scarti, fosse in grado di fornire una risposta ad un bisogno essenziale, in linea con il principio dell’autogoverno e con lo spirito che da secoli regna in questa Comunità.

Quella creata da Bioenergia Fiemme è di fatto un’economia circolare legata alla valorizzazione e al recupero di tutti gli scarti del legno, non ultima la segatura che, dal 2016, viene lavorata ed essiccata grazie al calore proveniente dalla rete di teleriscaldamento per la produzione di Fiemme Pellet, il prodotto finito e commercializzato, prevalentemente sul mercato locale, e certificato En Plus A1.

Ma com’è cambiato il mercato dei pellet, e in particolar modo che cos’è accaduto in questi ultimi mesi?

Negli anni l’utilizzo dei pellet in Italia non ha fatto che aumentare, parliamo di un mercato fortemente dipendente dalle esportazioni di paesi come Austria, Russia, Bielorussia, Ucraina, ma anche Canada e Stati Uniti, mentre solo il 10% del fabbisogno nazionale viene coperto dalla produzione interna. Quello che è successo negli ultimi sei mesi è ancora una volta legato al conflitto tra Russia e Ucraina e alle pesanti conseguenze che ormai tutti noi conosciamo: se molti paesi hanno fortemente rallentato le esportazioni di pellet, Russia e Ucraina le hanno totalmente bloccate provocando una forte carenza del prodotto nei paesi importatori, attualmente impossibile da colmare con la produzione nazionale. Va ricordato che il pellet non è una materia prima ma è di fatto un prodotto che ha come base la segatura che per essere lavorata necessita di tanta energia elettrica combinata ad energia termica; ad aver fatto schizzare i prezzi alle stelle in questi ultimi mesi è perciò la combo di tre fattori: impossibilità di importare il prodotto finito, aumento smisurato della domanda della materia prima, la segatura, e l’aumento dei costi dell’energia elettrica. A tutto questo si aggiungono poi fenomeni speculativi che vanno ad aggravare la situazione.”

Quali sono state allora le soluzioni adottate da Bioenergia in questo complesso scenario?

Da una parte, trattandosi di un aumento dei prezzi strutturale, e perciò inevitabile, Bioenergia non ha potuto far altro che registrare a sua volta questi aumenti riversandoli sul prodotto finito, dall’altra, abbiamo dato priorità assoluta all’approvvigionamento dei nostri clienti storici all’interno di tutto il territorio della Magnifica Comunità di Fiemme e Val di Fassa cercando di mantenere un prezzo il più stabile possibile, ovvero circa 10 euro a sacco, che è un 20% inferiore ai prezzi che normalmente si trovano al supermercato. Una decisione presa a tutela e garanzia della comunità appartenente al nostro territorio. Chiaramente, però, nemmeno noi possiamo coprire tutta la domanda.”

La valorizzazione degli scarti, rimane uno dei principi base da cui sono nati tutti i progetti che a Bioenergia Fiemme fanno capo. Nel 2019 l’azienda, insieme ad altre tre realtà partner, ha dato vita al nuovo progetto “Magnifica Essenza”: l’iniziativa nata dalla volontà di recuperare l’ultima parte di scarto della conifera che ancora non era stata inserita nel processo produttivo, gli aghi.

Ci racconti il processo di lavorazione che dona anche agli “una seconda vita”?

“Gli aghi contengono degli elementi che sono naturalmente benefici, devono però essere estratti in una forma che possa essere utilizzabile e qui entra in scena un altro scarto che andiamo a recuperare, il calore, quello che fuoriesce dal camino di Bioenergia: questo viene recuperato, trasformato in vapore e quest’ultima diventa il vettore energetico necessario ad estrarre dagli aghi gli oli essenziali in essi contenuti. Oggi questi oli vengono utilizzati per creare profumi, unguenti, creme… una vasta gamma di prodotti caratterizzati dall’inconfondibile aroma del bosco e dei suoi effetti benefici.

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