Un bando per l’attività dei Musei etnografici del Trentino

La Giunta provinciale ha approvato un bando per il sostegno di specifici progetti proposti dai musei etnografici inseriti nell’elenco delle realtà museali riconosciute dalla Provincia autonoma di Trento.
“Quest’ultimo passaggio completa l’iter intrapreso nel novembre 2022, con il riconoscimento formale dei musei etnografici del territorio quale parte integrante dell’offerta museale trentina, destinata alle comunità locali, alle scuole e al turismo” – commenta l’assessore Bisesti. “I musei territoriali saranno così in grado, per la prima volta, di accedere a delle risorse che ne vedano valorizzata l’attività. Un primo passo, verso uno scenario interamente nuovo nella tutela e nella gestione delle culture locali, che mette il Trentino all’avanguardia, in campo nazionale e non solo, delle disposizioni legislative nel settore della museografia etnografica”.]

La Provincia, come previsto dalla legge provinciale sulle attività culturali (L.p. 15/2007), riconosce i musei etnografici promossi dagli enti locali, da associazioni o da singoli cittadini, come enti finalizzati alla salvaguardia delle tradizioni locali, allo scopo di conservare e valorizzare elementi materiali e immateriali della cultura locale, delle tradizioni popolari e del folklore, ma anche dei dialetti, dei saperi e delle gestioni agrosilvopastorali e del territorio.

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Per l’anno 2023, dunque, la Provincia intende sostenere i progetti presentati dai musei e dai siti di interesse etnografico iscritti al citato elenco, approvato recentemente da una determinazione del dirigente dell’UMSe rete etnografica dei piccoli musei ed ecomuseale Giovanni Kezich. Gli stessi enti potranno presentare domanda di contributo per progetti finalizzati alla conservazione e valorizzazione della cultura locale.
I progetti potranno riguardare, ad esempio, la realizzazione di pubblicazioni, inventari, cataloghi, pannelli didascalici; la messa in sicurezza del sito museale; la manutenzione dei materiali o del sito; la conservazione, pulizia, restauro dei materiali; l’organizzazione e amministrazione dei siti stessi (personale, collaboratori, servizi amministrativi, posta, telefono, materiale di cancelleria, affitto, riscaldamento, illuminazione, pulizie, piccola manutenzione); migliorie di allestimento e mostre temporanee; il trasporto di materiali (ad esempio espositivi o scenografici); spese di assicurazione; la realizzazione di promozioni e pubblicità; la produzione di CD, DVD, di materiale multimediale e materiale didattico; la collaborazione di catalogatori, studiosi, ricercatori, operatori didattici, traduttori, interpreti, relatori e formatori.
L’Unità di missione semplice (UMSe) rete etnografica dei piccoli musei ed ecomuseale esaminerà le domande pervenute e attribuirà il relativo punteggio sulla base del grado di corrispondenza con le finalità della legge, della qualità, precisione e grado di definizione del progetto, delle sinergie condivise con altri musei o siti di interesse etnografico, dell’impostazione organizzativa e amministrativa; del grado di autofinanziamento previsto. Il contributo è concesso nella misura massima dell’80% della spesa ammissibile e non potrà comunque superare i 6.000 euro. Le domande dovranno pervenire entro il 10 settembre 2023.

Nella foto: Il Museo di Nonno Gustavo a Bellamonte

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