Un corso di apicoltura per principianti

Cosa fanno le api in inverno? A loro modo lavorano, ovviamente, così come non stanno con le mani in mano gli apicoltori. Anche quest’anno, si vedrà se in presenza o a distanza, ma la previsione è in videoconferenza, l’Associazione apicoltori di Fiemme e Fassa che da due anni ha una nuova sede a Ziano in via Zanolin 2/A (l’ex biblioteca) ha organizzato un corso di apicoltura per principianti, rivolto a chi desidera avviare l’attività di apicoltura o semplicemente vuole conoscere più da vicino il mondo delle api e dell’apicoltura.

Il corso si terrà nei giorni di lunedì dal 22 febbraio al 22 marzo, più due visite e dimostrazioni pratiche con esperti apistici che, Covid permettendo, si terranno presso un apiario sabato 17 aprile e sabato 8 maggio dalle 10 alle 12.30. Si inizierà lunedì 22 febbraio dalle 20 alle 22 con il presidente dell’associazione Marco Vettori che parlerà dei prodotti delle api. Il primo marzo Giorgio Brighenti farà dei cenni alla biologia delle api, al loro ruolo ecologico e alla vita nell’alveare. Lunedì 8 marzo Vincenzo Guadagnini (il popolare “Vincent”) affronterà la gestione dell’apiario: allevamento, sciamatura, nuclei, regine, etc. Il 15 marzo tornerà Marco Vettori con la produzione del miele: la normativa igienico-sanitaria, l’etichettatura, la BDA. Infine il 22 marzo la dottoressa veterinaria Stefania Villotti parlerà della varroa e delle altre avversità delle api. Per iscrizioni e informazioni ci si può rivolgere a Marco Vettori, tel. 3484258325 o inviare una mail a info@apifiemmefassa.it entro lunedì 15 febbraio 2021. La quota d’iscrizione è di 50 €, in pratica il costo di un libro che sarà consegnato a tutti i partecipanti e la tessera sociale dell’associazione, da versare all’iscrizione con bonifico bancario sul conto dell’associazione con IBAN IT 82 G 081 8435 1800 00003150416 della Cassa Rurale di Fiemme. Quelli che poi vorranno iniziare l’attività potranno usufruire dell’aiuto degli esperti apistici dell’associazione. I partecipanti sono sempre molto numerosi, ci dice il presidente, non ci sono solo gli interessati a gestire un apiario, ma anche molti attratti dal mondo delle api, che è un mondo davvero affascinante.

Ma cosa fanno in inverno gli apicoltori, oltre all’aggiornamento, e le stesse api? Lo abbiamo chiesto al presidente Marco Vettori. “Noi ci prepariamo l’attrezzatura, fondiamo la cera, etc e ogni tanto ci rechiamo all’apiario per vedere se è il caso di nutrire le api”. Già, perché, ci spiega, non sempre il miele lasciato nell’apiario è sufficiente. “Le api in inverno formano un glomere, con in mezzo la regina, per mantenere una temperatura interna di almeno 30° e per far questo hanno bisogno di nutrirsi, non vanno in letargo. Nel caso le scorte siano scarse interviene l’apicoltore collocando il “candito”, praticamente dei pacchetti di 1 o 2 chili a base di zucchero. Non tutti lo sanno, ma a metà gennaio la regina inizia a deporre le uova perché sente l’allungarsi delle giornate. Tra poco fioriranno il nocciolo e l’erica e nelle giornate calde le api inizieranno ad uscire. Già ora escono a fare i loro bisogni, come testimoniano le punteggiature di macchie gialle che si vedono sulla neve accanto agli apiari”.

Per questo in inverno gli apiari vanno collocati in zone soleggiate. E con le dimostrazioni pratiche come farete? Beh, commenta Marco Vettori, noi la maschera e i guanti li abbiamo già, ne aggiungeremo un’altra.

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