Un nuovo turismo invernale è possibile?

Siamo in Francia a La Grave che ben può essere ora definita l’unica stazione sciistica d’Europa senza piste marcate e totalmente orientata al freeride. Poche settimane fa sono state inaugurate le sue nuove cabine, più grandi e spaziose, che permettono di viaggiare con più comodità fino ai 3.200 metri di Les Ruillans.

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Il progetto di rinnovamento completo della funivia La Grave – La Meije, l’impianto principale della ski-area, è attualmente fermo, dato che – come sempre accade – le varie anime locali con interessi diversi discutono e pongono il veto sulle proposte altrui. Al momento quindi la stazione vive solo di freeride, suo malgrado, a parte una singola discesa utilizzata in esclusiva dagli sciclub locali. La stazione fu acquistata nel 2017 dalla società SATA, proprietaria della vicina Alpe d’Huez: a quei tempi la stazione era comunque senza profitti da lungo tempo e dipendeva economicamente dagli aiuti delle istituzioni locali, politiche e turistiche: perché si rendesse economicamente sostenibile si è inizialmente pensato di realizzare una serie di impianti per collegarla sci ai piedi alla vicina Les 2 Alpes fino a quando il progetto è saltato.

Al contrario, proprio sulla linea di confine del Passo dello Spluga con l’Italia, Homeland è la prima stazione sciistica d’Europa senza impianti di risalita. Inaugurata la scorsa stagione, Homeland è interamente rivolta agli scialpinisti. Non ci sono impianti e le strutture alla base di partenza vengono montate e smantellate ogni inverno. I suoi creatori hanno “copiato” il progetto che ai tempi fu proposto da LaSportiva al Passo Rolle che si dava più o meno le stesse priorità e soprattutto il concept americano di Bluebird Backcountry, la prima stazione sciistica senza impianti che aprì nel 2020 poco prima della pandemia e che ha chiuso ufficialmente nel 2022.

A Montespluga, all’inizio della Valtellina, tra gli anni ’50 e ’80 c’erano una stazione sciistica e diversi alberghi ma il progetto non funzionò: troppa neve, tra l’altro, tanto che da quel giorno la strada che porta in Svizzera rimane chiusa per tutto l’inverno fino al disgelo. C’è talmente tanto spazio wild che qui, sul versante italiano, da Madesimo parte una serie di tracciati battuti e collegati per le motoslitte lunghi 70 km. E si può praticare lo snowkite. L’accesso alla stazione è gratuito e l’attività sta nel noleggio dell’attrezzatura – sci, pelli, splitboard, ARVA, pale e sonde e caschi. Una società di guide è responsabile di guidare i clienti che desiderano avere i loro servizi o seguire i loro corsi sulla sicurezza sulla neve. Un vecchio albergo in quota – raggiungibile solo con motoslitte o sci – resta aperto durante l’inverno per accogliere gli appassionati. Viene allestito anche un vero e proprio campo base, con tende monoposto illuminate di notte da lampade frontali. Per terra c’è un materasso che isola dal freddo.

Cemin Sport

Enrico Maria Corno

Martino Vanzo
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