Un tuffo nel passato – 2400 Corone restaurarono S. Anna

Abbiamo deciso di riproporre alcuni articoli del periodico l’Avisio. Si tratta di “pezzi” che ci raccontano come eravamo. Gli articoli sono antecedenti rispetto ai giornali digitali scaricabili gratuitamente dall’archivio contenuto ne L’AvisioBlog. Oggi vi proponiamo un’analisi dello scritto di un operaio che nel 1912 ampliò la chiesa di Medil, pubblicata nel 2005. Buona lettura.

È un foglio ingiallito dal tempo, rinvenuto durante i lavori di restauro della piccola chiesa di S. Anna di Medil, frazione di Moena. Lo ha scritto, con una grafia chiara e ordinata, Candido Felicetti, un ventinovenne del paese impiegato come manovale nella squadra di operai che lavorò, nel 1912, all’ampliamento dell’edificio sacro. Al termine delle attività lo aveva celato sotto l’altare e, qui, è stato rinvenuto dalle maestranze ottantotto anni dopo. Si tratta di un documento interessante che fornisce informazioni dettagliate su quel particolare momento storico, alla vigilia del grande conflitto mondiale.

Felicetti scrive: “In dicembre 1911 si diede principio ai lavori per l’ingrandimento della Capella di S. Anna. Cioe far sasi e lo sgombro. Essendo statto un inverno abbastanza mite circa la metà di Marzo 1912 si potette demolire la vecchia fino al presbitero, che era statta fabbricata nel anno 1742 e principiar a metter le fondamenta. Alla metà di Maggio era i muri terminati e si ha messo il coperto di tavolette Etern fatte venire da Bolzano, poi fu fatto il volto con Porlont e un poco smaltata al esterno avanti di principiar a segar, poi l’autuno fu terminata resta ancora da fare il campanile ma quello sel fara un altro anno”

Questa è la breve cronistoria dei lavori eseguiti nella chiesa che costarono 2400 corone di cui 700 in deposito alla stessa cappella di S. Anna. La cifra era frutto di una colletta. Gli abitanti di Medil poi si erano prestati a “urte”, cioè servizi gratuiti di trasporto materiale e legname. Quanto poteva essere costato il lavoro di ampliamento? L’operaio di Medil ci ha lasciato alcuni indizi e ciò dimostra che, nonostante i limiti della scolarizzazione del tempo, era una persona attenta e intelligente.

“Li abbitanti di Medil sono quasi tutti agricoltori e vivono sulla entrata della campagna e del bestiame che il prezzo del Bestiame è abbastanza ellevato che una giovenca di ordinaria grandezza i la paga dalle 400 fino alle 600 corone il prezzo dei viveri sono molto alti cioe si paga per un kg di farina di granoturco cent 32 un kg di farina di frumenito cent 48 un kg di farina di Segala cent 36 un kg di Zuchero Cor 1,92 un kg di Caffee Cor 2,80 le patatte Cor 2,40 lo staio e l’orzo Cor 5,60 lo staio. Il vino ordinario nelle osterie si paga cent 96 il litro l’acqua vite Cor 1,92 il litro la Birra cent 52 il litro”.

Facendo un confronto tra i prezzi citati e quelli attuali è possibile ricavare, con molta approssimazione, il valore della corona di quel tempo. Se escludiamo gli alcolici, oggi più costosi per le imposte applicate, possiamo affermare che la corona di allora equivale alla metà circa del nostro euro. I lavori quindi possono essere costati intorno ai 5000 euro, dieci milioni delle vecchie lire. Ma questo calcolo fornisce solo un dato matematico, non ci dice il reale potere d’acquisto della corona.

Ci viene in aiuto Felicetti che nel suo scritto afferma che un muratore guadagnava 4 corone al giorno, 50 centesimi l’ora. Un operaio quindi si poteva permettere, alla fine della giornata, una spesa per l’equivalente di otto euro. Molto poco. Oggi siamo sicuramente più ricchi, un lavoratore può far fronte a una spesa giornaliera almeno sette volte maggiore. L’ampliamento della chiesetta, quindi, richiese molte più risorse e tanta fede.

Ma dietro all’economia ci stanno le persone e il documento indical dodici famiglie presenti a Medil e quarantadue abitanti in tutto, senza contare: “Quelli che stano assenti tutti gli anni che vene sono un Maestro posta in Cavalese un impiegato sulle ferovie a Vilach due nel manicomio di Pergine, 2 Monache”.

In quel tempo l’industria turistica muoveva i primi passi e già gli abitanti vivevano questa novità con grande meraviglia. Sempre il nostro cronista del passato affermava: “In Fiemme passa in estatte una moltitudine di Automobile dei Signori per andare sui Hotteli cioè a S.Martino di Castrozza in Karerssè e in Pordoi che sono i più rinomati, in queste valate anche le poste sono Automobili”.

Anche nel 1912 ci si lamentava della variabilità del tempo che, notoriamente, è il primo argomento di dialogo tra persone e non accontenta mai nessuno: «Questo anno abbiamo avuto anche un tempo stravagante fino la metà di Giugno era quasi asiuto e seco e dopo fino a quest epoca (25 ottobre 1912) quasi sempre pioggia o almeno nuvoloso che fu oservato con malizia dopo la meta di Giugno non fu piu visto nemeno un giorno levar e tramontar il sole senza che non lo ofuscase il nuovolo e siamo agli ultimi di Ottobre”.

La lettera, dal passato, si conclude con un saluto e la richiesta di un ricordo con la consapevolezza che lo scritto sarebbe rimasto per lungo tempo celato sotto l’altare e forse sarebbe stato letto molto più tardi. “Altro non so che lasiarvi scritto però vi prego di ricordarvi con una prece di noi che vi abbiamo fabbricato questa cappella e anche di me che vi lasio questa memoria. Candido Felicetti di Medil di anni 29 nubile”.

Gilberto Bonani

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