Una guida di Predazzo

Era stata annunciata già l’altr’anno quando venne pubblicata da qualche parte l’immagine di una copertina. Poi della guida di Predazzo, di cui s’erano occupati fino ad allora alcuni giovani assunti dai Comuni di Predazzo e Ziano, in particolare Lucia Covi e Massimiliano Gabrielli, con un progetto finanziato dal Bim, non se n’è più sentito parlare.

Il progetto è stato quindi preso in mano da Nicola Zanotti, laurea in Beni culturali e alle spalle l’attività di coordinamento presso la pinacoteca della Magnifica Comunità di Fiemme, che lo ha portato a termine nelle scorse settimane.

Il risultato è un lavoro quasi minimalista nella forma e nell’aspetto, ma non nei contenuti. Niente foto, solo gli acquerelli di Valerio Barchi e l’essenzialità di alcune piante/guida dei singoli rioni di Michela Mauriello.
Già, perché la guida, come avevamo anticipato una trentina d’anni fa con “Le mappe delle idee”, sviluppa soprattutto la parte artistico-culturale del paese: le case, i vicoli, le chiese, gli affreschi, gli elementi architettonici, le fontane, i segni della cultura materiale dei vari rioni. Una guida quindi che, senza anticipare alcuna immagine se non tramite l’interpretazione dell’acquerellista, conduce appunto il visitatore lungo le vie del paese, soffermandosi sui personaggi, le associazioni, le attività e qualche pillola di storia legati agli elementi artistici e architettonici incontrati sul percorso.

Una guida che offre di più di quanto prometta l’aspetto esteriore e che si può leggere anche a letto, ma per buona parte va tenuta in tasca e utilizzata quando si passeggia per il paese, perché ci aiuta a conoscerlo meglio.

Oltre ai 3 itinerari proposti: Ischia, Pié di Predazzo e Sommavilla (i tre rioni storici) la guida si sofferma anche su Bellamonte e i dintorni.

In conclusione, alcuni Focus sui Santi più raffigurati sulle case e nelle chiese di Predazzo (utili per approfondire il contenuto degli affreschi), sulle feste e gli eventi ricorrenti a Predazzo (dalla Festa di S. Martino alla Marcialonga), su alcune passeggiate nei dintorni più prossimi del paese e un cenno allo sport.

Questi ultimi sono elementi poco approfonditi e che fanno un po’ da contorno a quella che è l’anima della guida: il paese, così come si mostra al primo visitatore che si inoltra nelle sue vie.

Una curiosità. Che si tratti di un lavoro di giovani lo si intuisce quando scrivono, a proposito dei fuochi di S. Martino: “si dice che in passato i ragazzi danzavano attorno al fuoco impugnando scope infuocate…”. Quel “si dice” l’abbiamo vissuto in tanti e quelle scope, spente infine nelle fontane, erano la disperazione dei nostri genitori per le faville che volteggiavano attorno ai tabià.

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