Una quarantena per 9

In attesa dell’arrivo nei punti di distribuzione de L’Avisio di novembre, anticipiamo una delle storie dell’ultimo numero. Una storia che, peraltro, in questi giorni in cui il giornale è in stampa, ha avuto un epilogo positivo: la famiglia di cui parliamo nell’articolo ha ricevuto il tanto atteso esito negativo per tutti i 9 componenti! 

A casa Saccomani c’è raramente silenzio. Noia e solitudine sono parole sconosciute. E non è difficile immaginarlo visto che ci vivono in 9, senza contare la cagnolina Hera, tre gatti e una tartaruga. Mamma Arianna, originaria di Predazzo, papà Matteo e i figli Maria (19 anni), Susanna (18), Rosa (16), Zeno (12), Matilde (9), Lucia (6), Greta (4) sono abituati a stare insieme, a condividere spazi e tempo. Neanche il lungo lockdown di questa primavera li ha fatti sentire stretti. A fine ottobre, però, alla porta di casa ha bussato un ospite non gradito. Covid-19 si è autoinvitato in questa grande e vivace casa di Vò Destro, frazione di Avio. E per tutto il mese di novembre la famiglia è stata in quarantena, in attesa di ricevere l’esito negativo di tutti e 9 i tamponi. Quello che sarà il via libera per il ritorno alla vita normale.
A fine ottobre mamma Arianna ha scoperto di essere stata a contatto con un positivo. “Appena l’ho saputo, ci siamo messi tutti in isolamento volontario per evitare di portare il virus in 9 diversi ambienti di lavoro, studio e vita sociale”. Una scelta responsabile e spontanea che è stata molto apprezzata da compagni, amici e frequentazioni della famiglia.

“Io e Matteo abbiamo fatto il tampone e io sono risultata positiva. Sono stata male qualche giorno, ma fortunatamente non in forma grave. Al primo controllo, abbiamo avuto 7 risultati negativi e 2 positivi, quindi la quarantena deve continuare. Nei prossimi giorni faremo tutti un nuovo test, ma fino a quando non saremo tutti negativi, non potremo uscire”.
C’è da credere che gli infermieri che eseguono i tamponi non dimenticheranno facilmente quel furgone con nove persone a bordo in attesa di fare il test, nove, uno dietro l’altro, ognuno accolto con un’ovazione e un applauso per il coraggio dimostrati. Un momento condiviso in famiglia che è stata un’ulteriore occasione di condivisione e supporto reciproco.
Superata la paura dei primi giorni, accertato che il virus si era fatto sentire in modo non grave, la famiglia si è adattata ai nuovi ritmi. Papà Matteo continua a lavorare in smart working come ormai fa da marzo; Maria porta avanti lezioni e formazione di danza da remoto; Susanna, Rosa e Zeno seguono le lezioni a distanza e lo fanno in parte anche Matilde e Lucia; la piccola Greta gioca e mamma Arianna coordina il tutto.
Durante il giorno sono quindi tutti, o quasi, collegati a pc, tablet e telefonini. E a volte negli schermi compaiono scene di vita quotidiana: l’audio che registra una rumorosa centrifuga, qualcuno che si sente male “in diretta”. Il resto del tempo trascorre tra giochi, partite a carte, letture e musica. Non è mancata la torta per festeggiare i 18 anni di Susanna, “In primavera ci tenevamo in forma con sedute di ginnastica tutti insieme; in queste settimane siamo però tutti un po’ più fiacchi, quindi ci dedichiamo ad attività più sedentarie”.
Poi, naturalmente ci sono i problemi pratici, come la spesa. In nove in casa si mangia, e non poco. “Abbiamo dato il nostro bancomat (dopo averlo ben disinfettato) a un amico fidato, Marco, a cui mandiamo la lista di ciò che ci serve, poi lui ce la lascia davanti alla porta”, racconta Arianna.
Chiusa in casa dal 29 ottobre, la famiglia Saccomani non può però dire di essersi sentita sola. “Davanti all’ingresso troviamo spesso pensieri di vicini e compaesani: i parroci della parrocchia ci hanno fatto recapitare più volte grandi quantità di frutta e verdura, abbiamo ricevuto dolci, piante, castagne… Anche dai compagni di scuola delle bambine arrivano spesso messaggi che spezzano la nostalgia: video di canzoni, braccialetti intrecciati a scuola, parole di speranza e allegria. Stiamo già pensando ai biglietti di ringraziamento che dovremo inviare a tutti coloro che ci sono stati vicini con questi graditi doni”.
Posto che il tempo passa veloce, che non ci si annoia, che qualcuno con cui parlare, giocare e ridere lo si trova sempre in casa… non c’è proprio niente che manca? Più voci si alzano a rispondere. I nonni, gridano all’unisono. La scuola, dicono le più piccole. Il sole, aggiunge il papà.
In attesa dell’esito unanime ai tamponi, a casa Saccomani non si smette di contagiarsi di allegria, risate e coccole. Perché essere positivi in questa numerosa famiglia non è il risultato di un test, ma un approccio alla vita.

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