Val di Cembra – il “Cammino delle Terre Sospese”: un progetto di comunità

C’è un cammino che sta nascendo in val di Cembra che è frutto di un’approfondita attività di dialogo e confronto che lo rende, se non unico (un altro cammino dal percorso simile è quello di S. Rocco fra Brentonico e la val di Gresta) del tutto particolare.

Fisicamente il cammino non c’è ancora, non ci sono tracciati o soste definiti, ristori o pernottamenti convenzionati come troviamo in molti cammini. Ci saranno a breve, ci si sta lavorando, ma ciò che lo rende particolare è il “cammino” che sta facendo questa proposta.

Era il 2021 quando si è iniziato a parlarne grazie alle Acli trentine, al giornalista Walter Nicoletti e al presidente del Circolo cembrano Luciano Nardin, che proposero un incontro in quel di Cembra per ipotizzare un “Cammino delle terre sospese”. Un percorso per unire le due sponde, così diverse e così lontane, ma soprattutto per unire le persone, per “ricostruire comunità” in un tracciato che potesse diventare un filo che superi le barriere di cui in valle c’è comunque consapevolezza: quelle fisiche (gole e ripidi pendii), quelle sociali ed economiche con la sponda destra così versata alla viticoltura e quella sinistra, meno sviluppata nella parte alta e tutta concentrata sull’oro rosso nella parte bassa. Ma la frattura non è solo longitudinale lungo l’Avisio che accomuna, segna e separa le due sponde, ma anche trasversale fra un’alta valle che risente dell’influenza fiemmese, una centrale di quella pinetana e la parte bassa di quella cittadina.

Da quella serata nacque il gruppo spontaneo “Destinazione val di Cembra” e l’idea di un ciclo di incontri in tutti i paesi della valle da cui partire per fare e creare comunità attorno a questo progetto. Il titolo fu “Un cammino per…”. Si iniziò a marzo ad Albiano con una serata su “…costruire comunità intraprendenti”, per riscoprire le nostre radici e proiettarle nel futuro, e poi a Faver per “…proteggere le risorse del nostro pianeta” nell’ottica di quell’ecologia integrale citata dal Papa nell’Enciclica “Laudato sì”. A Lona Lases si discusse su come “…riscoprire la cultura del territorio”, perché la cultura unisce, e a Giovo di “…ritrovare la nostra identità” con l’antropologa Marta Villa. A fine aprile a Segonzano il tema fu “Un cammino…per tutti”, per camminare insieme e non lasciare indietro nessuno, per poi ritornare a Cembra a maggio con una serata su come “…rafforzare comunità accoglienti”, tra inclusione e condivisione. Infine la bella serata conclusiva a Sover dedicata alla “restanza”, ovvero l’atteggiamento di chi, e in Cembra ce ne sono tanti, nonostante le difficoltà resta nella propria terra d’origine.

Da lì, dopo gli incontri per condividere i valori alla base del progetto, si iniziò a progettare il Cammino vero e proprio con incontri operativi aperti a tutti e conclusisi con un incontro dibattito su “Camminare per ritrovarsi” con guide ambientali e camminatrici.

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Equità, accoglienza, ecologia, identità, cultura locale, intraprendenza, emancipazione e restanza, le parole d’ordine del progetto che ha visto il coinvolgimento di una cinquantina di persone accomunate dall’amore per la valle, anche non residenti, con un gruppo di coordinamento di una dozzina di persone e due gruppi di lavoro che si occupano della definizione del tracciato, con sopralluoghi sul territorio e studio delle mappe e della segnaletica, dell’organizzazione di eventi culturali di divulgazione del progetto e dei valori che lo animano, come i 7 incontri primaverili.

Il cammino collegherà tutti i comuni della Valle di Cembra, prevalentemente lungo percorsi già esistenti, per una lunghezza totale di circa 100 km suddivisi in 6-7 tappe e due anelli. Si chiamerà “Cammino delle Terre Sospese” perché, afferma Elisa Travaglia una delle anime del progetto, “sospesi sono i paesi della Val di Cembra, “appesi” a mezza costa sul versante della montagna; sospesi sono i suoi terrazzamenti, sorretti da eroici muri a secco, la cui tecnica e arte di costruzione è patrimonio immateriale Unesco e che hanno valso alla valle il riconoscimento di Paesaggio rurale storico d’Italia. E sospesa infine appare la valle intera, a metà strada tra una cultura contadina ancora molto presente nella vita quotidiana e un futuro tutto da disegnare”.

Sarà dunque un cammino per “fare comunità”. “L’obiettivo – aggiunge Travaglia – è di portare le persone a uscire di casa, a incontrarsi e confrontarsi su valori importanti, rafforzando lo spirito di una comunità attiva e accogliente; stimolando anche i residenti a riscoprire il proprio territorio, a piedi e a passo lento, visitando i paesi della valle e incontrando lungo il cammino persone che hanno voglia di raccontarsi; spronando i valligiani a mostrare la propria valle a camminatori e visitatori, aprendosi alle contaminazioni culturali che arrivano dall’esterno e ritrovando quell’orgoglio e quel senso di appartenenza che troppo spesso sono mancati alla comunità cembrana”.

Per maggiori informazioni sul progetto del “Cammino delle Terre Sospese”, si può contattare contattare destinazionevaldicembra@gmail.com oppure il numero 349 5805345 (Elisa Travaglia) o il 348 4258325 (Marco Vettori).

Francesco Morandini

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