Wierer fa la storia del biathlon italiano

Quella di ieri a Pechino è stata la la prima medaglia olimpica italiana in una gara di biathlon individuale femminile. Il primato, ormai lo sanno tutti, è firmato Dorothea Wierer, la campionessa altoatesina considerata dai fiemmesi una convalligiana a tutti gli effetti, visto che da anni vive a Castello.

“Le aspettative erano molto alte e tutti si aspettavano delle medaglie individuali –  ha dichiarato alla FISI Wierer all’arrivo della gara che le è valsa la medaglia di bronzo nella sprint -, anche se sappiamo che il biathlon è uno sport complicato e tutto deve andare alla perfezione. Le critiche sono state tante nell’ultimo periodo, per questo motivo sono contenta che siamo riusciti come squadra a centrare l’obiettivo. Tutto il team: allenatori, skimen e direttore tecnico si fanno un “mazzo” enorme ogni giorno, perciò sono molto felice anche per loro. Non mi ricordo nulla delle sessioni di tiro, l’ultimo colpo a terra addirittura ha pizzicato il bersaglio, che fortunatamente poi si è chiuso, evidentemente la fortuna oggi era dalla mia parte. Nel tiro in piedi mi è venuto tutto automatico, come dovrebbe funzionare normalmente. Non sempre è facile gestire la pressione. E’ stata una gara bella, sono sempre stata lucida e non ho pensato a nulla nell’ultimo giro, quando sentivo che il risultato era a portata di mano. Gli allenatori a un certo punto hanno smesso di dare informazioni. Ho capito che stavo andando forte e sapevo di essere in lizza per la medaglia. L’ultimo giro è stato molto duro sotto il profilo fisico, mi sentivo le gambe stanche perché forse sono partita troppo veloce, ho dato tutta me stessa e ce l’ho fatta. Mi sono tolta un peso enorme, sicuramente è una bella posizione per l’inseguimento di domenica visti i distacchi che ci sono in classifica, le previsioni parlano di un peggioramento delle condizioni meteorologiche, ma non ci sarà tempo per pensarci”.

FOTO: FISI.ORG

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