Dal primo settembre è andata in pensione la Professoressa Maria Cristina Giacomelli che per 38 anni ha insegnato presso l’Istituto “La Rosa Bianca” di Predazzo.
Tantissimi gli anni durante i quali ha visto alternarsi volti, storie, generazioni di studenti, non di rado, infatti, le è capitato di avere tra i banchi i figli di suoi ex studenti.
Un lavoro svolto con tanta passione e dedizione, come tanto è l’affetto ricevuto nel corso degli anni dai suoi studenti che ancora oggi la stimano e le vogliono un gran bene.
Abbiamo avuto l’onore di intervistare la Professoressa Giacomelli che ci ha raccontato la sua vita tra i banchi di scuola.
Professoressa ci racconta il suo percorso formativo?
“Sono nata a Trento il 18 maggio 1961, sono sempre vissuta a Predazzo, dove ho frequentato le scuole elementari e le scuole Medie. Al momento di scegliere la scuola superiore in valle c’era la scuola d’Arte a Pozza, la ragioneria a Predazzo e il BUS (biennio unico sperimentale) a Cavalese, era uno scientifico, ma solo i primi due anni e poi bisognava proseguire a Trento. Il consiglio dei miei genitori è stato quello di iniziare subito il liceo scientifico a Trento e quindi mi sono iscritta al Galilei e sono andata a vivere nella Casa Famiglia di via Borsieri a Trento.
Ho frequentato i 5 anni del liceo scientifico e poi insieme a Cristina, la mia compagna e amica del cuore, ci siamo iscritte a Fisica a Povo. Durante il primo anno di Università, dopo giornate intere sui libri ci siamo chieste se ne valeva la pena, come donne negli anni ‘80 saremmo certamente finite ad insegnare, quindi abbiamo deciso di trasferirci alla facoltà di Economia Politica a Trento.
Mi sono laureata nel dicembre 1986, dopo essermi sposata ad ottobre senza avere ancora un lavoro. Il mio obiettivo era quello di andare a lavorare in banca.”
Come si sono svolti i primi anni di lavoro all’interno dell’Istituto Scolastico fino a quando è entrata in ruolo?
A fine marzo del 1987 ricevo una telefonata dalla prof.ssa Piera Bertamini, Vice Preside dell’ITC di Predazzo che, conoscendomi, mi pregava di accettare la supplenza della prof.ssa Lucia Daprà che si era infortunata con gli sci e non riuscivano a trovare una supplente. Ho iniziato così, per puro caso, ad insegnare Ragioneria (oggi economia aziendale).
Tra gli studenti della classe quinta avevo mio fratello Roberto. Ricordo ancora il primo colloquio con l’allora Preside prof. Fortunato Bernard, prima di entrare in classe. Lui mi disse: ”Quando lei è in classe, è per tutti la prof.ssa Giacomelli, e tutti devono darle del Lei.”
Sono stata molto fortunata perché ho avuto il continuo sostegno della prof.ssa Daprà che era sempre disponibile a darmi indicazioni, ad aiutarmi nel preparare e correggere i compiti in classe e a dare i voti finali. Nel frattempo aspettavo Silvia, la mia prima figlia, nata a inizio settembre dello stesso anno.
Ho così scoperto e amato questa professione e ho deciso di continuare su questa strada che ritenevo fosse la mia.
L’anno successivo ho poi sostituito l’altra collega di Ragioneria, la prof.ssa Nadia Trentini che era in maternità nel mese di maggio, altra collega molto disponibile e che mi ha molto aiutato.
Sono poi entrata in ruolo ad ottobre del 1991, ho dovuto delegare mio padre a scegliere per me, perché ero in ospedale dove avevo appena partorito mio figlio Francesco”.
Lei è diventata in seguito la Responsabile della sede di Predazzo, ma questo non l’ha distolta dalla sua passione principale, quella per l’insegnamento, vero?
“Dall’anno scolastico 2010/2011 sono diventata responsabile della Sede di Predazzo della Rosa Bianca, quando era Dirigente Scolastico il prof. Lorenzo Biasiori che mi ha nominato al posto dell’attuale Dirigente Scolastico prof. Marco Felicetti, che aveva vinto il concorso a Dirigente. Ho sempre voluto avere una classe e continuare ad insegnare perché quello era il lavoro che ho sempre amato fare.
Nei miei 38 anni di insegnamento ho cercato di far amare l’Economia Aziendale (così ha cambiato nome la materia col passare degli anni, come l’Istituto Tecnico Commerciale (ITC) si è trasformato in IGEA (Indirizzo Giuridico Economico Aziendale) e poi da 15 anni Indirizzo AFM (Amministrazione Finanza e Marketing).
Nella mia carriera ho portato avanti innumerevoli progetti, legati alla materia che insegnavo, vedi Simulimpresa, progetto che simula la creazione di un’Impresa con tutti gli uffici, dove i ragazzi lavorano attraverso un portale offerto dalla Centrale delle Imprese Simulate che ha sede a Ferrara. Il nostro istituto ha organizzato ben due volte nel 2017 e nel 2019, qui a Predazzo, la Fiera Internazionale delle Imprese Simulate, attirando in valle più di mille studenti provenienti da scuole italiane, ma anche dall’estero. Ho portato avanti anche progetti legati alla formazione personale dei ragazzi, vedi la Peer Education con il “progetto Alcooperiamo” prima e poi “Vivere con stile”.
Ho visto nascere e crescere il Progetto Scuola – Sport, introdotto a fine anni ‘90 dal prof. Corrado Pellegrin, storico insegnante di Educazione Fisica del nostro Istituto di Predazzo, visto il sempre crescente numero di studenti sportivi che frequentavano l’ITC. Poi il progetto è cresciuto negli anni anche grazie all’attuale professore di Scienze Motorie, prof. Federico Zazzeroni.
Secondo me è molto importante per i nostri ragazzi svolgere attività sportiva, che li tiene occupati anche al di là della scuola.
La stretta collaborazione con le famiglie, il fattivo coinvolgimento dei docenti ed il coordinamento garantito dal dirigente hanno consentito di potenziare, anno dopo anno, un’offerta scolastica rapportata alla caratterizzazione del territorio e apprezzata dal crescente numero di adolescenti che, con il sostegno delle loro famiglie, guardano all’attività fisica non come ad un ostacolo per il successo scolastico, ma bensì come ad una componente decisiva nella prospettiva di una formazione equilibrata.”
Tutti progetti molto importanti, come quelli che hanno coinvolto l’Istituto attraverso uno scambio di incontri, anche particolarmente emozionanti, ce ne può parlare?
“Da tre anni gli studenti del triennio della Rosa Bianca incontrano i detenuti del Carcere di Opera (MI) che vengono a Predazzo a inizio giugno per una settimana a fare dei lavori socialmente utili ( ripristino dei sentieri distrutti dalla tempesta Vaia), tutto questo grazie alla collaborazione dell’Associazione il Bivacco di Opera con il Comune di Predazzo.
Ogni anno poi abbiamo portato alcune classi al carcere di Opera in visita.
Ricorderò sempre, a questo proposito, quanto mi ha detto il primo anno che li abbiamo incontrati, uno studente di quinta: “Questo è stato il più bell’incontro che abbiamo fatto nei cinque anni di scuola”.
Un altro progetto a cui sono molto legata è il gemellaggio con Amatrice: abbiamo ospitato, con la collaborazione delle famiglie dei nostri ragazzi, un gruppo di ragazzi dopo il terremoto del 24/08/2016, a febbraio 2017, ospitalità che si sarebbe dovuta ripetere con la stessa scuola, nel 2020, ma abbiamo dovuto annullare tutto per il Covid.
Voglio però mettere in evidenza che tutti i progetti si riescono a realizzare con la collaborazione fra colleghi, che è fondamentale. Da soli non si fa nulla, lavorare in team è fondamentale.”
Una vita per la scuola e tra gli studenti. Studenti di ieri e di oggi.
In tutti questi anni ha visto, infatti, praticamente due generazioni tra i banchi
“Ho conosciuto generazioni di ragazzi delle valli di Fiemme e Fassa che hanno studiato a Predazzo e di molti sono stata insegnante anche dei loro figli: quest’anno scolastico avevo una terza e su 22 studenti ben 4 erano figli di ex alunni.
Dopo l’articolo apparso sui quotidiani locali sono stata contattata da diversi ex alunni che mi hanno scritto messaggi di affetto e di riconoscenza che mi hanno veramente lasciato senza parole. Una, diplomata a fine anni novanta, afferma che io l’ho portata ad amare la Partita Doppia (metodo con cui in Economia Aziendale si registrano le varie operazioni che l’azienda compie con soggetti esterni) e altri complimenti.
Un ringraziamento voglio poi fare ai Dirigenti che si sono susseguiti in questi 38 anni, dal prof. Fortunato Bernard, al Prof. Giandomenico Magalotti, al prof Fiorenzo Morandini poi il prof. Lorenzo Biasiori e infine negli ultimi 8 anni il prof. Marco Felicetti.
Io sono stata Referente della Sede di Predazzo dall’a.s. 2010/2011 fino allo scorso anno scolastico. Ho incontrato tantissimi insegnanti, perché, purtroppo, nelle nostre valli periferiche il turn over è sempre più elevato, ho incontrato dei bravissimi insegnanti che oltre a conoscere la loro materia, sapevano instaurare un bel rapporto con gli studenti. Questo non vuol dire non dare brutti voti, ma saper motivare i ragazzi nello studio e soprattutto saperli coinvolgere.”
I tempi cambiano, anche per i giovani che oggi devono essere seguiti in maniera diversa, cosa ne pensa a riguardo?
“Ritengo che, oggi più che mai, i ragazzi vadano ascoltati. A questo proposito, sono stata responsabile, per Predazzo, dell’attività dello “Spazio di ascolto” con lo psicologo. Ringrazio, in particolare, il dott. Vinicio Carletti e il dott. Nicola Gubert, i due psicologi che si sono alternati in questi anni.
Negli ultimi anni le fragilità dei nostri studenti sono sicuramente aumentate, di conseguenza le richieste di aiuto, sia da parte dei ragazzi, ma anche da parte delle famiglie che, a volte, richiedono aiuto per gestire la situazione.
I ragazzi fanno sempre più fatica a gestire le proprie emozioni, quindi si assiste in classe a comportamenti aggressivi, autolesionisti o legati a disturbi alimentari. La scuola dovrebbe essere un luogo sereno di crescita e questo è l’obiettivo che bisogna cercare di raggiungere anche attraverso dei progetti ad hoc.
Altro obiettivo importante che la scuola deve porsi è quello dell’uso corretto delle tecnologie, educare all’uso corretto dello Smartphone e dell’ Intelligenza Artificiale e soprattutto a capire i rischi che si corrono pubblicando sui social.”
Mita Valerio
9.9.2025






