Biblioteche pronte a riaprire

Come stanno le biblioteche di Fiemme e Fassa al tempo del Covid? Come hanno trascorso questi 10 mesi? Cos’è cambiato e cosa si prospetta per il prossimo futuro? Abbiamo cercato di capirlo sentendo alcune bibliotecarie, dopo che per mesi sono rimaste chiuse o semichiuse mentre aprivano librerie, parrucchieri e quant’altro e che ora potranno riaprire, anche se una ha già aperto le sale a dicembre. A Predazzo la pandemia è coincisa con il pensionamento del responsabile che deve essere ancora sostituito. Da gennaio poi un’assistente di biblioteca, Monica Barcatta, ha preso servizio a Cavalese in sostituzione di Sandro Depaoli in pensione dallo scorso febbraio, anch’egli non sostituito per 10 mesi. A Predazzo, mentre si lavora alla nuova biblioteca che dovrebbe aprire il prossimo Natale, si sta cercando finalmente di trovare una soluzione per il personale che dovrebbe risolversi nei prossimi mesi attingendo da una parte alla graduatoria di un concorso a Cembra per il responsabile e dall’altra (per sostituire Monica Barcatta) ad analogo concorso di Tesero dove nel frattempo la responsabile Elisabetta Vanzetta, che ha chiesto il part-time, sarà affiancata sempre part-time da Licia Andreatta, recente vincitrice di un’apposita selezione. Intanto a Predazzo l’unica bibliotecaria rimasta è Federica Giannuzzi affiancata da Francesca Villucchi dell’intervento 19, con la prospettiva, per niente rosea, di arrivare in 8 mesi a preparare la nuova biblioteca pur con la consulenza dell’esperta Antonella Agnoli. Insomma il 2020 è stato un anno difficile per le biblioteche di Fiemme e non solo per il Covid, ma per qualcuno il 2021 sarà un anno ancora più intenso e ricco di incognite. A tutto questo si aggiungono i problemi della catalogazione dei libri (molti sono in attesa di catalogazione da 3 anni), il cambio del programma di gestione per tutte le biblioteche del Trentino, passate da Olisuite ad Alma, passaggio sta creando una mole di problemi che si aggiungono a quelli già irrisolti prima di partire, i difficili rapporti all’interno dell’Ufficio biblioteche della Provincia, e via di seguito.

In questo quadro le biblioteche che nei vari Dpcm sono state quasi sempre indicate genericamente fra “gli altri luoghi della cultura”, hanno vissuto mesi di incertezze, sbattute fra l’evanescenza delle disposizioni nazionali o provinciali e quelle comunali. Non c’è stata univocità di comportamenti e tuttora, anche dopo l’ultimo Dpcm c’è ancora qualche preoccupazione. Dopo mesi di chiusure e/o aperture take-away (ciapa e porta via!) senza quindi la possibilità di entrare in biblioteca e utilizzarne i servizi al di là del prestito di libri, dvd e riviste, si dovrebbe vedere qualche spiraglio. A Predazzo la biblioteca è già aperta da dicembre con norme abbastanza restrittive e un massimo di 10 persone presenti contemporaneamente, mentre nelle altre di Fiemme e Fassa vige ancora il take-away, ma per poco. A Cavalese la decisione di aprire è stata presa, ma si attende la stesura di un protocollo, ci dice la responsabile Orietta Gabrielli. E allo stesso modo si sta lavorando nelle altre biblioteche. Lo conferma Domenico Volcan responsabile della biblioteca di Canazei, unico maschio delle biblioteche dell’Avisio, che fra un anno sarà anche lui pensionato. Idem a Tesero dove la responsabile Elisabetta Vanzetta attende disposizioni dall’amministrazione comunale e intanto prosegue con il take-away sulla porta d’ingresso. A Vigo di Fassa la biblioteca è ancora chiusa; le richieste di libri si possono fare telefonicamente o per email, come ovunque, o presentarsi all’ingresso, dove si possono ritirare i libri. In tutte c’è il contenitore all’ingresso per la restituzione.

“La realtà, sottolinea Federica Giannuzzi, è che in questo anno abbiamo lavorato molto per inventarci proposte, iniziative, modalità di utilizzo dei servizi della biblioteca adeguate alle disposizioni sanitarie”. Un lavoro non sempre riconosciuto, con telefoni, Whatsapp ed email che si sono surriscaldati con richieste e prenotazioni. Insomma, anche le biblioteche si sono dovute reinventare e nelle prossime settimane saranno comunque tutte aperte.

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